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Siamo a Marzo 2020. Il Covid impazza, cresce il panico, muoiono a migliaia, del virus non si sa niente, scatta l’emergenza: tutti isolati in casa. Dalle Tv arrivano le immagini (rivelatesi poi false) di bare in fila per terra e camion che le portano via. Si vedono montare a tempo record sale di rianimazione sotto i tendoni gonfiabili e nei padiglioni della fiera. Manca di tutto (cibo, disinfettanti, mascherine, guanti), e negli ospedali si vedono medici e infermieri con sacchi della spazzatura sul camice e shoppers sulle scarpe. Fontana, presidente della Lombardia, ha un cognato che fa camici. Gliene ordina 75mila. Una goccia nel mare del bisogno, ma il cognato li ha, li cede a prezzo equo (non gonfiato, come altri) e ne manda subito 50mila. Ed ecco che Report, il pitbull di Rai3, fiuta e azzanna. Scova il dettaglio e lo presenta come caso di simonia. Non è vero, ma Fontana, per disinnescare la mina, decide di regalare alla regione i 50mila camici già arrivati. Ne fa donazione con una mail, e bonifica l’importo (500mila euro) al cognato. Troppo facile! La burocrazia dice che la donazione così fatta non è valida, va siglata da un notaio. Così la regione può respingerla affinché Fontana, ormai finito sotto schiaffo, sia ucciso politicamente. Le elezioni sono vicine. Seguirà incriminazione, che poi finirà in assoluzione, ma a voto passato. Sotto elezioni basterà il polverone. Intanto a Roma Zingaretti ordina mascherine in rete, per 13 milioni. Trenta volte la spesa dei camici di Fontana. Mai arrivate. Chi c’è dietro colui che ha incassato quei milioni? Report tace, la magistratura indaga ma i media di regime glissano. Avanti Italia.

collino@cronacaqui.it

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