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LE NOSTRE BOCCIOFILE

«Il sogno del cinema all’aperto nei locali dei vecchi partigiani»

La “Vanchiglietta” è nata dopo la Seconda Guerra Mondiale

Una foto in bianco e nero di Sandro Pertini, il presidente “partigiano”, campeggia in bella vista sui muri della mensa. Non è un caso, poiché furono proprio alcuni ex partigiani a fondare nel 1945, a guerra da poco conclusa, la bocciofila Vanchiglietta. E se agli albori i membri dell’associazione si ritrovavano in una piccola baracca, dagli anni ’80 la sede è in lungo Dora Colletta 39/A, nel bellissimo verde del parco Crescenzio. A dire il vero, il nome completo della società è “Bocciofila Vanchiglietta – Rami secchi”.

Per quale motivo? Non è ben chiaro. Forse perché in zona c’erano alberi che non godevano di buona salute. O forse, come suggeriscono alcuni soci, «perché a pochi passi da noi c’è il cimitero». A dire il vero, l’associazione è più viva che mai. Dal 2013 la presidente Laura Aricò, il vice Giovanni Fozzi e gli altri membri del direttivo proseguono con buoni risultati una tradizione fatta di bocce, con sei campi all’esterno per praticare il volo e la petanque, e balli come il balboa – non Rocky, ma la danza nata negli anni ’20 in California – e il tango.

Poi abbiamo la cucina e le carte. Con un occhio alle persone in difficoltà, come dimostrano le collaborazioni con associazioni tra cui “Il Riccio”, impegnata nell’offerta di servizi educativi, assistenza e riabilitazione a disabili psico-fisico-sensoriali. Alla Vanchiglietta, i ragazzi hanno fatto pre-tirocini come camerieri seguiti dai loro assistenti. E poi c’è il sogno nel cassetto, il cinema all’aperto. «Non è semplice – rivelano i soci – ma ci stiamo lavorando e in futuro potremmo realizzarlo».

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