arresti
Il Borghese

Sognando la Svizzera

Se cambiassimo le regole e mandassimo in pensione i buonisti di professione, Torino potrebbe assomigliare a una tranquilla cittadina svizzera. E il perché sta nei numeri, straordinari, forniti dalla questura: oltre 3mila arresti nel 2019, 700 in più rispetto all’anno precedente. Un record, se di record si può parlare quando tintinnano le manette, mai raggiunto prima. E che pone Torino in testa alla classifica dei buoni. Già perché i cattivi ci sono sempre, ma i reati diminuiscono sensibilmente, segno che la prevenzione fortemente voluta dal questore Messina prima e da De Matteis dopo, sta dando i suoi frutti. Peccato, e lo diciamo interpretando proprio le parole del questore, che tanti arresti finiscano in burla per quella leggina malefica che fa liberare gli spacciatori se non hanno in tasca grosse quantità di droga. E che è figlia di una certa politica della sinistra buonista che ha finito per influenzare i legislatori e anche parte della magistratura, quasi che la droga potesse essere solo un problema sociale. Analizzando la tipologia degli arresti emerge che oltre un migliaio sono pusher, corrieri o grossisti di droga. Esattamente il 30 per cento del totale. Numeri e percentuali che danno l’idea di quanto influiscano questi reati sulla nostra vita quotidiana alimentando pericoli crescenti per i giovanissimi che trovano palline di cocaina a pochi euro. Adesso occorre fare in fretta per non disperdere questo “capitale” di maggiore sicurezza. E tocca alla politica, quella nazionale e quella locale, correggere le leggi inutili e dannose e governare più attentamente il territorio favorendo la prevenzione anche grazie alla tecnologia.

fossati@cronacaqui.it

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