BRANDIZZO

Soffocato dal boccone di cibo: muore il comandante dei vigili

Massimiliano Pirrazzo stava cenando con degli amici in un ristorante a Druento

Massimiliano Pirrazzo è morto domenica sera

Una tragedia quella successa domenica sera, intorno alle 22, a Druento, in largo Oropa, al ristorante La Pace. È lì che Massimiliano Pirrazzo, 50 anni, comandante della polizia municipale di Brandizzo dal 2004 è morto.

Pirrazzo era a cena con amici quando, all’improvviso, si è alzato da tavola per andare in bagno. Non vedendolo ritornare, le persone che erano al tavolo con lui, si sono preoccupate, sono andate a cercarlo e l’hanno trovato in fin di vita. Inutili i soccorsi. Massimiliano Pirrazzo è morto per “intasamento da bolo alimentare”. Così è scritto nel referto compilato dal medico legale dell’Asl To3. In tarda serata, poi, il corpo è stato trasportato presso la medicina legale dell’ospedale di Venaria Reale a disposizione della Procura di Ivrea, che nelle prossime ore affiderà ad un medico l’esame autoptico.

Massimiliano Pirrazzo abitava a Rivoli e fino allo scorso novembre era stato assessore alle Attività produttive in quel di Alpignano, nella giunta guidata da Andrea Oliva. Si era dimesso dall’incarico per incompatibilità con la sua carica da comandante dei vigili urbani a Brandizzo.

Sempre nel novembre del 2017 era finito al centro di una bufera giudiziaria: la Corte d’Appello di Torino lo aveva condannato a due anni con la condizionale. Nel 2010, infatti, avrebbe falsificato il cartellino degli orari di lavoro e un ordine di servizio per aiutare il suo vice. Un procedimento che aveva costretto l’amministrazione di Brandizzo a rimuoverlo dal suo ruolo. Passata la bufera, dal luglio del 2018, era stato reintegrato nel ruolo di comandante. Il sindaco di Brandizzo, Roberto Buscaglia, lo ricorda con affetto e attacca il consigliere di opposizione che più volte si era scagliato contro Pirrazzo dopo la condanna. «Lavorava con noi dagli anni ‘90, era entrato con regolare concorso e con il passare del tempo arrivò a ricoprire il ruolo di comandante. Ormai era qui da più di 25 anni. Si trattava di una persona squisita, un bravo ragazzo come ce ne sono pochissimi. Ci tengo a ricordare il suo grande impegno e la sua incredibile onestà. Credo che questa morte, in parte, sia dovuta alle incredibili vicende processuali che lo hanno coinvolto, riceveva continuamente insulti e attacchi e questo non lo faceva stare sereno. Attacchi che vergognosamente arrivavano anche dai banchi della minoranza».

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