PINEROLO Il mistero della fine di un pensionato di 76 anni

Soccorso dall’amico e morto in ospedale. Si pensa al pestaggio

L’anziano non aveva detto come si era ferito. Il pm: «Decesso conseguenza di altro reato»

Roberto Dellacroce non è morto per una caduta ma con ogni probabilità per le conseguenze di un pestaggio. Questo è quanto emerso dall’autopsia sul corpo dell’uomo, deceduto alla fine di dicembre nell’ospedale di Pinerolo, dove era stato ricoverato quasi due mesi prima per una serie di traumi al costato.

Il sostituto procuratore Chiara Maina, dopo aver ricevuto gli esiti degli esami medici, ha aperto un fascicolo per “morte come conseguenza di altro reato”, affidando le indagini ai carabinieri. Un’ipotesi di reato che serve ai militari per effettuare una serie di accertamenti e che potrebbe anche cambiare in futuro, se si dovesse trovare una correlazione diretta tra il pestaggio di cui l’uomo sarebbe stato vittima e la sua morte.

Il 76enne era stato accompagnato al pronto soccorso di Pinerolo da un amico che l’aveva incontrato per strada. Dellacroce era visibilmente sofferente ma non aveva saputo o voluto fornire spiegazioni all’amico riguardo le proprie condizioni. L’anziano non aveva voluto dire neanche ai medici cosa gli fosse accaduto, poi le sue condizioni sono via via peggiorate e hanno reso impossibili ulteriori domande. In un primo momento, si era ipotizzato che l’uomo fosse caduto ma i carabinieri non avevano trovato alcuna traccia di incidenti domestici nell’abitazione dell’uomo, un ex idraulico in pensione residente sulle colline di Abbadia Alpina. Al tempo stesso, in paese sono cominciate a circolare voci riguardo a un pestaggio nei pressi del bar pinerolese di cui Dellacroce era abituale cliente. Una rissa con ogni probabilità provocata da un eccesso di alcol e nel corso della quale l’uomo avrebbe riportato le ferite che si sono poi rivelate fatali. Una ricostruzione che, come detto, non è stata smentita dall’autopsia, anche se a distanza di così tanto tempo dal giorno del ricovero, è stato impossibile stabilire con certezza l’origine dei traumi.

Le indagini dei carabinieri sono quindi orientate a ricostruire con precisione cosa è successo quel giorno. Difficile trovare a distanza di così tanto tempo dei filmati di eventuali telecamere di videosorveglianza, mentre qualcosa in più potrebbe dire l’analisi delle celle agganciate dal telefono cellulare di Dellacroce. Ma quello che cercano i militari sono soprattutto i testimoni: persone che potrebbero aver assistito alla lite nel bar e che potrebbero fornire agli investigatori gli elementi utili per risalire a chi ha aggredito l’ex idraulico.

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