Nicola Cirillo in manette tra i carabinieri (foto di Fabio Artesi)
Cronaca
LA CONFESSIONE Il racconto freddo dell’uxoricida al pm

«Io so che mi tradiva. E sono andato da lei proprio per ucciderla»

Ancora gravissime le condizioni della figlia. Caccia a chi ha procurato la P38 al killer

L’omicidio dell’ex moglie lo aveva premeditato da tempo, almeno da quattro settimane. Nicola Cirillo, l’ex netturbino di 58 anni di Volvera, aveva deciso di farla finita con quella donna «che mi tradiva e mi ha sempre tradito» e si era procurato l’arma per porre fine all’esistenza di Cristina Messina che, secondo lui, era stata «la causa di tutti i miei guai e poi mi ha liquidato dalla sera alla mattina». Così avrebbe detto l’uomo nel corso di un lungo interrogatorio davanti ai carabinieri di Pinerolo e al pm Paolo Toso.

Se il movente, una profonda e malsana gelosia, sembra essere fuori discussione, resta l’interrogativo su come Cirillo si sia procurato quella vecchia P38. Il racconto che lui ha fatto, «ce l’avevo da tempo, era sepolta e poi l’ho ripresa», non ha trovato riscontri da parte degli investigatori che sospettano che qualcuno possa aver armato l’uomo. Certo è che se a taluni (i legali della difesa), Cirillo è parso confuso, ad altri, invece (gli inquirenti), è sembrato che il pensionato non fosse affatto pentito del bagno di sangue che ha causato mercoledì all’ora di pranzo al primo piano di una palazzina in paramano in via Garibaldi a Volvera.

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