blocco euro 5
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L’INCHIESTA. La Città metropolitana convoca un tavolo

Smog, torinesi divisi. E intanto il Comune pensa al dietrofront

Molti temono di dover salire sui mezzi pubblici affollati. Uno su due è favorevole: «Così respiriamo aria pulita»

Il blocco dei diesel Euro 5 non è più cosa certa. Il Comune di Torino sembra già pronto a un primo dietrofront. La sindaca Appendino ha scritto ieri sera al presidente della Regione Alberto Cirio, chiedendo di sospendere i blocchi. La Città metropolitana di Torino, invece, ha già deciso di convocare un tavolo sulla qualità dell’aria il 27 novembre per confrontarsi sul tema con Regione e Arpa. Ma cosa pensano i cittadini e i commercianti di queste limitazioni? In molti lamentano l’impossibilità di utilizzare la propria auto comprata appena qualche anno fa e temono di salire sui mezzi pubblici affollati. Altri criticano la scelta dando la colpa dello smog all’inquinamento prodotto dalle caldaie delle abitazioni e dalle emissioni delle fabbriche. Ma c’è anche chi è d’accordo con i blocchi notando il miglioramento nella qualità dell’aria. « L’inquinamento è causato meteo, riscaldamento e abitudini industriali che andrebbero regolate, non certo dalle auto» fa presente Alberto Greco che ieri è arrivato in centro città da piazza Rivoli in sella alla sua bicicletta. « L’unico vantaggio è il minor traffico». Alessandro Perrotta, di Brandizzo, non ha avuto scelta: «Dovevo accompagnare la mia fidanzata a fare una visita medica a Torino e non ho potuto fare a meno di utilizzare la mia auto Euro 4».

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