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Cronaca
Siglato ieri l’accordo tra i sindacati e l’azienda

Skf chiude le fabbriche a Pianezza e Moncalieri: a casa 139 lavoratori

La multinazionale dei cuscinetti annuncia mille uscite nel mondo: «Garantito il 60% di ingressi tra gli operai»

Il nuovo stabilimento Skf di Airasca si farà ma chiuderanno quelli di Moncalieri e Pianezza. E partirà un percorso di uscita volontaria per 139 dipendenti dei siti torinesi, che in tutto contano oltre 2mila persone.

Sono le decisioni annunciate dalla multinazionale dei cuscinetti a sfera, che ieri ha incontrato i sindacanti all’Unione industriali di Torino. In tutto si parla di un percorso di uscita per circa 1.000 addetti di staff nel mondo nell’arco di due anni, di cui 84 tra le sedi di Moncalieri, Pianezza e Villar Perosa. A questi si aggiungono 55 operai, per cui è previsto un turnover minimo del 60%: in pratica le sigle sindacali hanno “strappato” di stabilizzare gli attuali operai con contratto di somministrazione, che verranno assunti al posto di quelli che verranno accompagnati all’uscita. Quindi, ogni 10 operai che riceveranno la buonuscita e si agganceranno alla disoccupazione per andare poi in pensione, entreranno 6 giovani.

Una buona soluzione per i sindacati, con Vito Benevento (Uilm) che rivendica «le nuove assunzioni per affrontare la trasformazione tecnologica in corso. Oltre al mantenimento dei posti di lavoro, è nostra responsabilità garantire un futuro ai giovani. Così come l’azienda deve investire sulla transizione ecologica».

Durante l’incontro, Skf ha anche fatto il punto sulla riorganizzazione che il gruppo sta completando in Italia. Un’operazione pensata per ridurre i costi aziendali e partita a marzo 2021 con l’annuncio di un nuovo stabilimento ad Airasca: il progetto si era interrotto a causa della pandemia e dell’aumento dei costi dei materiali ma ora la multinazionale ha garantito l’avvio dei lavori a inizio 2023. A cantiere finito, verranno chiusi i siti di Pianezza e Moncalieri, con i lavoratori destinati a spostarsi ad Airasca o a Villar Perosa (dove rimarrà la produzione di cuscinetti per treni e aerei). Infine è previsto il trasferimento della produzione dei giunti omocinetici di Poggio Rusco (Mantova).

Dichiara Davide Provenzano, segretario generale Fim Torino: «Questo nuovo accordo è stato raggiunto grazie ad alcune garanzie che riteniamo fondamentali. L’investimento su Airasca e il cambio di mix generazionale. In questi anni va monitorato attentamente il perimetro occupazionale del gruppo al fine di garantire la presenza numerica e professionale degli addetti».

Aggiunge Pino Lo Gioco, coordinatore nazionale Skf per la Fiom: «L’accordo sulle uscite volontarie è l’ennesimo strumento per accompagnare i lavoratori alla pensione e stabilizzare l’occupazione nei siti interessati, anche se dobbiamo registrare un ennesimo calo di occupazione a livello nazionale, ottenendo le garanzie sul piano industriale e gli investimenti sui progetti».

Conclude Ivan Verney, segretario Fali Fismic Confsal: «È positivo questo accordo sulle uscite volontarie ed incentivate di personale in Skf per gestire un problema strutturale sullo staff ed un ricambio generazionale e di competenze tecniche sul personale di officina. Ha anche permesso di avere ulteriori certezze sulla nuova fabbrica di Airasca e consentirà un ulteriore sviluppo dei business aereo spazio e ferroviario. Permane la criticità sul settore automotive, anche se i dati attuali non comportano ulteriori criticità occupazionali».

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