TUTTI A TEATRO

Su il sipario tra feste e contestazioni

Il Carignano aperto fino a settembre. Baretti e Colosseo rimandati all’autunno

È durata 24 ore la festa per il ritorno alla vita dei teatri torinesi che ieri hanno, finalmente, festeggiato la fine del lockdown. I sipari delle più importanti realtà cittadine si sono alzati portando con sé un forte messaggio in nome della cultura innanzi tutto e su tutto, anche per quelli che, causa l’estate alle porte, riprenderanno il loro cammino a settembre o si dedicheranno alla stagione a cielo aperto. L’unico a essere protagonista sia indoor, al Carignano, che outdoor, allo Sporting, sarà il Teatro Stabile. Ad iniziare le danze più attese da tutti coloro che amano il teatro, però, è stato il Baretti il quale un minuto dopo la mezzanotte di domenica ha spalancato le porte su San Salvario per aprire il suo cuore alla fase 2 dei palcoscenici. Da qui, la spettacolo “Apollo signore dei dardi” scritto da Rosa Mogliasso, interpretato da Olivia Manescalchi, accompagnata sul palco dal violinista Fabio Biondi, per la direzione di Davide Livermore, il regista più blasonato del panorama internazionale che sa fare dell’opera un kolossal. Alla “prima” notturna 31 spettatori ben distribuiti nella piccola sala di San Salvario, e l’assessore alla Cultura di Torino, Francesca Leon. Per il resto, si è trattato di una festa intima ed emozionante.

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