Adil Belakhdim si trovava di fronte al Lidl di Biandrate (foto Novara Today) per un picchetto
Cronaca
IL FATTO

Sindacalista travolto e ucciso dal Tir che sfonda il picchetto

Anche due feriti a Biandrate. L’autista del camion scappa ma viene arrestato

Con il suo camion ha forzato un picchetto di fronte alla Lidl di Biandrate, in provincia di Novara, e ha travolto e ucciso Adil Belakhdim, 37 anni, sindacalista dei Si Cobas che era in piazza per la manifestazione dei lavoratori della logistica. L’autista, un 25enne italiano, non si è fermato: con il suo camion è fuggito, ma è stato bloccato dai carabinieri poco dopo, in autostrada, e arrestato per omicidio stradale e resistenza. Una tragedia che ha scosso tutta Italia, avvenuta nel momento in cui le conseguenze della pandemia stanno mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e la tensione sociale sale sempre di più, come evidenzia anche il comunicato diffuso dai Sì Cobas: «Il presidio, composto da alcune decine di lavoratori, è stato investito da un autista criminale, che alla vista del presidio non ha esitato a premere l’acceleratore dell’automezzo travolgendo prima due lavoratori che a malapena sono riusciti a malapena a salvarsi e che ora sono ricoverati in ospedale, e poi schiacciando il nostro compagno, passandogli addosso e scappando.

L’omicidio di Adil avviene infatti all’apice di una escalation di violenza organizzata contro il Si Cobas, che si trascina da mesi ed è oramai senza limiti. Le cariche alla FedEx di Piacenza, gli arresti, i fogli di via e le multe contro gli scioperi, le aggressioni armate di body guard e crumiri a San Giuliano e Lodi, passando per i raid punitivi alla Texprint di due giorni fa, sono parte di un unico disegno che vede i padroni e la criminalità organizzata agire in maniera unita e concentrica per schiacciare con la forza e la violenza gli scioperi dei lavoratori». Adil aveva 37 anni, era sposato e con due bambini piccoli. «Non riesco a pensare a quanto successo non mettendomi a piangere – racconta il suo collega sindacalista e amico, Fulvio Di Giorgio – . Adil era una persona solare. E generosa. Era nel sindacato dal 2013, da quando si era sentito sfruttato lui stesso al lavoro e aveva capito che bisognava fare qualcosa. Ma non solo per lui stesso, anche per tutti gli altri».

La sua morte ha suscitato un’ondata di reazioni, anche a livello politico. «È necessario che si faccia subito luce sull’accaduto» è l’invito del premier Mario Draghi agli investigatori e alla procura. «La tragedia – dichiara il ministro del Lavoro, Andrea Orlando – è avvenuta in circostanze che andranno immediatamente chiarite. Nel settore della logistica stiamo assistendo ad una escalation intollerabile di episodi di conflittualità sociale che richiedono risposte urgenti».

«La morte di Adil Belakhdim – afferma il ministro Luigi Di Maio – lascia sgomenti, massima vicinanza ai familiari e alle persone ferite». «La morte del sindacalista Adil Belakhdim è una tragedia del lavoro inaccettabile per un Paese moderno e civile. Non si può morire mentre si manifesta per i propri diritti. Il diritto allo sciopero è sancito dalla nostra Costituzione e va rispettato e tutelato con ogni mezzo. Mi auguro che su quanto accaduto a Novara, venga fatta immediata chiarezza» ha infine dichiarato il presidente del Senato, Elisabetta Casellati.

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