Simona Ventura (foto depositphotos)
Sport
ASPETTANDO IL DERBY, FACCIA A FACCIA

Simona Ventura: «Derby, che sofferenza. Ma quella rimonta 3-2…»

Simona Ventura, non c’è mai stato un Toro così straniero nella storia (domenica erano 11 su 11 i titolari in campo). Per molti sarà la prima volta in una stracittadina. Vuole provare a spiegargli cosa significa giocare un derby contro la Juve?
«Spiegare il derby della Mole è molto di più di quanto si possa pensare. È una partita che mette di fronte due fedi contrapposte. Sono due squadre che sono il simbolo di due modi di vivere completamente diversi: il Toro è simbolo del proletariato, è passione e sofferenza, lacrime e sangue, anche per la leggenda del Grande Torino. La Juve è invece simbolo di borghesia, degli Agnelli, dei grandi manager. Sono due culture completamente diverse».

Come vive la stracittadina? Ha qualche rito scaramantico?
«La vivo con grande sofferenza. Da quando sono fuori Torino la guardo davanti alla televisione a casa. Una volta, tempo fa, sono venuta alla stadio e abbiamo vinto. Vivo il derby davvero con grande tensione e per questo è difficile venire allo stadio. Preferisco soffrire davanti alla tv. Riti scaramantici? Con il Toro non valgono. E poi non sono brava a fare i pronostici. Quando siamo partiti molto sfavoriti poi abbiamo vinto. Però, insomma, la Juve è la Juve. Il valore dei bianconeri è conosciuto, anche se può vivere dei momenti difficili come questi. Però la Juve non va mai data per finita. E quindi bisogna tenere alta l’attenzione e la tensione fino alla fine».

Quale è il suo ricordo più felice delle sfide con la Juventus…?
«Il ricordo più felice è quello del derby vinto 3-2 con tre gol in 2’ e 40”. Ho visto delle scene che forse non rivedrò mai più in vita mia. Al terzo gol, di Torrisi, al 30’, dopo i due precedenti al 27’ e al 29’ di Dossena e Bonesso, esplose lo stadio. Ho visto “le navi dei fuochi dei bastioni di Orione”. Scene che neanche in un’altra vita vedrò mai. Mi esplose, come tutti i tifosi del toro, il cuore di gioia».

Quale, invece, il suo ricordo più amaro…?
«I ricordi amari cerco di dimenticarli perché sono stati tantissimi. In modo particolare, diciamo l’amarezza di vedere alcuni errori arbitrali, in tanti anni, e non solo nel derby, che hanno fatto sì che noi perdessimo dei punti e che non riuscissimo a portare a casa il risultato. Non parlo solo del derby ma in generale. Ho vissuto dei momenti veramente difficili per il Toro. I ricordi amari appunto cerco di rimuoverli».

Sarà il primo derby senza il Gallo Belotti. Non le manca un po’? I suoi gol farebbero comodo a questo Toro…
«I gol del Gallo Belotti farebbero comodo a molte squadre compreso il Torino. Credo che ci abbia dato tanto. Credo anche il suo corso al Toro fosse finito e che lui – come ha fatto – sia andato a cercare di rivitalizzare un’esperienza da qualche altra parte. Certo che mi manca ma vorrei trovare un altro Gallo Belotti come fu trovato lui. Io penso che il Torino debba tornare ad essere la squadra che rigenera dei campioni e che lancia dei giovani come era un po’ di tempo fa. E tra questi giovani c’è stato Bremer».

A proposito, che effetto le farà vederlo con la maglia a strisce?
«Bremer in bianconero non mi fa né caldo né freddo. Non è il primo e non sarà neppure l’ultimo. Non vivo più la sudditanza psicologica con la Juve ma secondo me la Juve deve diventare, per il tifoso del Toro, una squadra come un’altra. Sana rivalità, ovviamente, essendo l’altra squadra della città. Fondamentalmente però, se fosse andato all’Inter o in qualche altro club, sarebbe stato lo stesso dolore: per cui non mi fa nessun effetto».

E se il Toro dovesse vincere il derby…Che cosa è pronta a fare?
«Se il Toro dovesse vincere il derby, sarò strafelice però festeggerò con felicità moderata. Ma insomma io credo che una stagione di una squadra che è al livello del Torino debba non fermarsi a vincere un derby ma che debba costruire come sta costruendo una squadra che possa ambire a ben altri obiettivi».

Infine, qual è Il suo pronostico?
«Non azzecco mai i pronostici per cui dico “che vinca il migliore”».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo