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Cronaca
IL CASO

Le signore torinesi della porta accanto vendono video e foto osé su Onlyfans

Tantissime insospettabili hanno creato un profilo sul social e offrono contenuti bollenti ai loro abbonati

Dicono che Onlyfans sia la nuova frontiera del porno. Ma c’è una differenza fondamentale con gli altri siti che offrono sesso virtuale diviso per categorie ai voyeur, ma soprattutto a chi non riesce a farlo per davvero e si consola ansimando per pochi secondi di autoconsolazione. Innanzitutto il prezzo: Youporn, Pornhub e tutti gli altri portali sono gratis, mentre su Onlyfans si paga, ci si abbona, si segue un profilo difficile da trovare anche se sai il nome della tua musa ispiratrice e poi si instaura un rapporto diretto con lei, a cui puoi chiedere “cose” particolari in cambio di tips (mance), che possono varcare qualsiasi limite. Di denaro, ma anche di prestazioni offerte. La differenza più grande, però, il vero valore aggiunto che ha trasformato questo social network in una gallina dalle uova d’oro per i il suo creatore e per chi vi si mette in gioco, sembra essere un’altra: a godere, oltre agli spettatori, è chi offre loro uno scorcio della propria intimità. Non soltanto perché per una masturbazione “privata” si possono sparare cifre a cinque zeri giocando sull’esclusività di una prestazione che fa credere a chi paga di aver realizzato il proprio desiderio di possedere in qualche modo la donna della porta accanto. Ma perché i glutei, i seni, la voce che ansima mentre un dito li accarezza, possono essere per davvero quelli della vicina di casa. Che facendosi fotografare o filmare di spalle, con una parrucca o con un trucco che la renda quasi irriconoscibile, se vuole può assicurarsi la privacy. E a quel punto lasciarsi andare. Appagata dalla soddisfazione del desiderio altrui. Ma anche dalla possibilità di trasformare questo gioco piacevole in possibilità di fare soldi. Tanti. Sesso e milioni. OnlyFans è una slot machine, un bancomat che sputa denaro senza mai fermarsi. Innanzitutto nelle tasche del suo azionista, l’imprenditore ucraino naturalizzato statunitense Leo Radvinsky, 40 anni, residente in Florida. Che da quando è proprietario ha incassato 545 milioni di dollari dalla sua gallina dalle uova d’oro. Onlyfans è sostanzialmente un social network con il paywall, che consente a chiunque di vendere foto e contenuti espliciti di se stessi. Non necessariamente porno. Può essere anche il dettaglio di un piede, la pancia, una mano. Il meccanismo è semplice: chi vuole fruire dei contenuti paga un abbonamento per seguire una persona, si va dai 0 ai 50 dollari al mese. E il creatore di contenuti (quasi sempre una creatrice) paga a Radvinsky il 20% degli incassi. Tutto semplicissimo, ma arricchirsi diventando una star di Onlyfans come quelle che si sono vantate in Tv di guadagnare milioni, è un’altra cosa. Innanzitutto perché l’offerta si allarga di giorno in giorno. E poi – come spiegano bene le tre torinesi che ci raccontano la propria esperienza – il motore di ricerca è fatto male. Se cerchi Torino, torinese, qualcosa che permetta di addentrarsi in questo mondo parlando con qualcuno che viva davvero nella nostra città e possa spiegare ciò che vi accade, si rimane a bocca asciutta. E allora occorre partire da qualcuno che si conosca e che di questo mondo faccia parte. Come Mary Rider, che quando faceva la giornalista si chiamava Mariagiovanna Ferrante e ora che è una pornostar riconosciuta a livello globale può aiutare a comprendere meglio l’universo parallelo del sesso virtuale. Raccontandoti la sua esperienza. E presentandoti due amiche che, da brava cronista quale è rimasta nonostante abbia cambiato mestiere, sappiano spiegare perché una donna qualsiasi possa sentire la necessità di creare un profilo su Onlyfans, offrendosi agli sconosciuti, senza mai abbassare il separè dello schermo di un pc o dal monitor di un palmare, in cambio di soldi. C’è chi lo fa per sfida, chi perché sogna la svolta della vita. L’impiegata e la dirigente d’azienda. Qualcuna racconta di essersi iscritta dopo aver perso il lavoro, in tutte pare di cogliere una spinta che arriva innanzitutto dal piacere che dà l’esibirsi. Fregandosene dei giudizi degli altri. Vivendo il sesso, in tutte le sue forme, come la forma massima di libertà. Che può far bene allo spirito, oltre che al corpo. E, perché no, al conto in banca.

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