Il vaccino AstraZeneca (Foto: Depositphotos)
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

“Signor no” al generale

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L’assessore alla ricerca Covid, Matteo Marnati, Figliuolo non lo cita mai. Ma nella nota inviata ieri sera alle redazioni in cui spiega che la Regione è decisa a comprare i vaccini da sé e annuncia di aver già contattato l’ambasciata di Danimarca e contattato la Norvegia per portare in Piemonte le dosi che i Paesi scandinavi non vogliono più di AstraZeneca, suona come un chiaro “signorno”, agli ordini del generale. Perché qui, è il ragionamento di Marnati, siamo arrivati a una potenza di fuoco di oltre 30mila dosi somministrate al giorno. E se da Roma ci impongono, come ha fatto Figliuolo martedì, di non andare oltre 24mila, ci permettano almeno di arrangiarci da soli. Rivolgendoci a quel mercato che alle Regioni è precluso, salvo che l’Ema e l’Aifa diano l’ok. È a questo che punta la Regione. A ottenere il permesso di comprare quei vaccini che i nostri medici e infermieri sarebbero in grado di inoculare se le scorte non fossero insufficienti. Con una sorta di federalismo vaccinale che piace anche a un altro assessore leghista, quel Luigi Genesio Icardi che governa la Sanità e in una intervista esclusiva su queste pagine, qualche giorno fa, diceva di essere pronto ad accogliere anche lo Sputnik. Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo il governo Draghi. Che fino ad ora, seguendo la linea tracciata da Conte, non ha concesso alle Regioni di approvvigionarsi con i propri mezzi. Riuscirà la nostra politica a portare a casa il via libera? Si vedrà. Intanto ieri il Piemonte ha disobbedito, vaccinando 24.929 persone. Quasi mille in più del limite imposto. Un messaggio chiaro per il generale.

stefano.tamagnone@cronacaqui.it

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