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IL CASO Sull’impianto abbandonato dal 2009 pende anche una denuncia della Lega del Gatto

Sigilli al cantiere della piscina: trenta mici restano senza cibo

La morte del clochard fa scattare il sequestro della struttura la cui costruzione è partita nel 2009

Il cantiere della “Torino nuoto” dove è morto Adil, il 30enne somalo ucciso dal freddo, è stato messo sotto sequestro. E da qualche ora è inavvicinabile. Non solo ai clochard, che da sempre bazzicavano al parco della Pellerina, ma anche dalle associazioni animaliste che si preoccupavano di portare cibo e acqua alla colonia felina. Una trentina di gatti, uno più uno meno. «Ma con la morte di quel senzatetto la situazione ha finito per investire anche noi» racconta Nella Ferrara, vicepresidente della Lega del Gatto.

Sì perché i gatti, da ieri mattina, non ricevono più le crocchette e le scatolette dalle volontarie che esattamente come tutti gli altri non possono più entrare dentro la struttura abbandonata. Situata vicino alla piscina comunale della Pellerina, negli anni, è stata meta del via vai di gruppi di innocui clochard che nel cantiere cercavano solo un comodo riparo dal freddo. «Hanno transennato tutto – continua Ferrara – e per noi non c’è più modo di entrare. Abbiamo anche avvisato l’ufficio tutela animali perchè vogliamo che si trovi una soluzione».

Sul decesso del trentenne somalo sono in corso nuovi accertamenti, non tanto dal punto di vista investigativo ma sotto il profilo sanitario. Da quel che si è appreso, infatti, l’uomo avrebbe mostrato i sintomi caratteristici della polmonite, se non, addirittura, della tubercolosi. Forse è anche per questo motivo che la struttura fatiscente della Pellerina è stata dichiarata off limits a tutti.

In attesa di novità. Quel cantiere, infatti, è sotto i riflettori almeno dal 2009. L’impianto, oggetto nel passato di un bando che prevedeva l’ammodernamento e la copertura delle vasche, sarebbe dovuto sorgere 36 mesi dopo il via delle operazioni. Ma non ci vuole una scienza per capire che le cose siano andate diversamente.

«Da otto anni aspettiamo che si muova qualcosa – raccontano i residenti – e ormai ci siamo arresi all’evidenza. Anzi le ultime notizie non hanno fatto altro che peggiorare la situazione». La piscina comunale avrebbe dovuto offrire una serie di attività e ristoro non solo in estate ma anche d’inverno. I lavori, infatti, prevedevano la costruzione di tre lotti comprendenti un nuovo spogliatoio, servizi e palestra per la piscina e la copertura delle due vasche con strutture mobili. Ma i problemi economici hanno fatto saltare tutto.

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