siccità gn 2
Cronaca
L’ALLERTA

Siccità, servono 250 interventi e 121 milioni per battere la sete

Arriva il decreto per l’emergenza e anche l’agricoltura chiede lo stato di calamità

Con la dichiarazione dello stato di emergenza in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Lazio, che dovrebbe essere firmata domani a Palazzo Chigi, la Regione prepara il “conto” e batte cassa a Roma per 121 milioni di euro. Senza dimenticare di chiedere anche lo stato di calamità per l’agricoltura in ginocchio. I primi stanziamenti servirebbero almeno a tamponare l’emergenza idrica, permettendo di finanziare 250 interventi urgenti, a partire dai piccoli pozzi e dalla sistemazione della reti, che nel complesso degli sprechi arrivano a registrare perdite fino al 20%.

Opere da eseguire subito «entro tre o quattro mesi» come specifica l’assessore all’Ambiente, Matteo Marnati che, ieri mattina, si è riunito d’urgenza con gli assessori alla Protezione civile, Marco Gabusi e all’Agricoltura, Marco Protopapa, per sottoscrivere con il governatore Alberto Cirio le richieste al premier Mario Draghi. «Il Piemonte si trova ad affrontare una crisi idrica mai vista che affonda le radici nei cambiamenti climatici» spiegano Cirio, Protopapa, Gabusi e Marnati, che ricordano con timore le alluvioni arrivate con l’autunno degli ultimi due anni ma anche come l’ultimo importante “apporto pluviometrico” ad uso potabile e irriguo. «Sono più di 250 gli interventi necessari sulla rete idropotabile per fronteggiare le criticità» aggiungono, precisando le cifre. Almeno 800mila euro per costi già sostenuti in termini di autobotti. Circa 8 milioni di euro per interventi di “somma urgenza” realizzabili nel breve periodo, che probabilmente verranno inseriti già nel decreto e riguardano le interconnessioni di rete, la sostituzione o il potenziamento di pompe, opere di progettazione per il potenziamento di sorgenti o di sostituzione della rete idrica e il ripristino di pozzi già esistenti e abbandonati, ovvero opere che servono per evitare il picco di criticità dei mesi estivi. Ma anche 112 milioni per opere strutturali urgenti da realizzare in un periodo di tempo più lungo, che potrebbero rientrare in un secondo intervento del governo. «Altrettanto urgenti sono gli interventi per i danni ai raccolti e alle nostre colture d’eccellenza – aggiunge l’assessore alla Agricoltura Marco Protopapa -. Anche su questo fronte auspichiamo presto un pronunciamento del ministero sulla richiesta della stato di calamità e le risorse a sostegno dei nostri imprenditori agricoli, anche rivolte agli investimenti che saranno necessari per una futura nuova gestione dell’acqua».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo