arcobaleno andrà tutto bene coronavirus
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Siamo cittadini, non bambini

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Torino per fortuna si è risparmiata le scene dell’altro giorno di fronte a Montecitorio, ma questo non significhi che non ci sia tensione o rabbia nelle manifestazioni di chi, giustamente, chiede di poter tornare a vivere del proprio lavoro o almeno che lo Stato, che gli impone di non farlo, lo sostenga adeguatamente. Se un anno fa si cantava sui balconi, ora dagli stessi al limite si urla e a poco valgono quegli incoraggiamenti ridicoli «teniamo duro», perché il Paese è allo stremo e certo non solo perché si desidera cenare al ristorante o bere un caffè al bar o andare in vacanza. Siamo cittadini, non bambini, sarebbe il caso che i governanti se lo ricordassero… Purtroppo, in una situazione di fragilità come quella attuale, basta poco perché qualcuno strumentalizzi politicamente le sacrosante rimostranze e trasformi il tutto in una guerra fra poveri in nome di qualche voto o di qualche mira politica. Nelle discussioni da social (ma anche da Parlamento) gli autonomi sono accusati di essere evasori o irresponsabili, gli stipendiati dei garantiti o irresponsabili (anche loro, ma per altro motivo). Lo capiamo o no che è il Paese a rimetterci? Qualche tempo fa c’era chi aveva proposto anche una patrimoniale, una imposta sui patrimoni (non i redditi) dei più ricchi, dei milionari o mezzi milionari (non conteggiando prime abitazioni o immobili gravati da mutuo), di quella piccola parte che anche in tempi di pandemia ha visto aumentare i propri guadagni, a differenza della povera gente. Una proposta affossata anche da quegli stessi che poi vanno in piazza a fomentare gli animi. Un governo dei “migliori” dovrebbe accorgersene…

andrea.monticone@cronacaqui.it

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