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Salute
IL CASO. I ritardi del piano vaccinale legati alle forniture

Si vaccina a Pasqua ma servono più dosi: scorte per 10 giorni

Arrivate le fiale di AstraZeneca, ma ora manca Pfizer. In Piemonte sale la media di vaccinazione quotidiane

Si vaccina anche a Pasqua, anche se soltanto per mezza giornata: anche così la previsione per oggi è di arrivare a duemila o 2.500 dosi soltanto a Torino. Ben difficilmente, comunque, attorno alle 20mila, che è quasi la media di questi giorni: anche ieri se ne sono registrate 19.233. L’obiettivo del Piemonte, però, è di giungere a regime con 35mila. Altrimenti la tabella del piano del generale Figliuolo, commissario straordinario alla campagna vaccinale, salta. Già adesso, stando agli ultimi dati nazionali disponibili, il piano è in grande ritardo. Perché se l’obiettivo è 500mila dosi, fino all’altro giorno la capacità quotidiana del nostro Paese era ben diversa: il 30 marzo avevamo toccato 243mila vaccinazioni, mentre il 26 era stato raggiunto il picco di 259mila. La media del mese di marzo, ricostruisce per esempio Il FattoQuotidiano, è stata di 230mila vaccinazioni al giorno contro le 300mila annunciate, ossia circa un terzo in meno. Una soglia che è stata raggiunta al primo di aprile, come annunciato dalla ministra Maria Stella Gelmini, ma se si vuole arrivare al mezzo milione di iniezioni quotidiane entro la prima metà del mese, occorrerebbero 15 milioni di dosi di vaccino. Mentre, al momento, la disponibilità stimata era di 8 milioni, compreso il carico da 1,3 milioni di dosi di AstraZeneca arrivato venerdì all’aeroporto militare di Pratica di Mare e in fase di distribuzione alle Regioni. Ed è proprio questa la fornitura che la Regione Piemonte ha ricevuto ieri: 90.500 dosi, che si sommano alle 75mila che già erano a disposizione, per un totale di 165.500 fiale. Venerdì ne erano arrivate 40mila di Moderna (che significa 20mila persone, essendo a doppia dose) che si aggiungono alle 20mila già in magazzino. Delle 60mila fiale totali è stato somministrato il 42% e non si sa quando arriveranno le prossime consegne. La nota dolente è Pfizer, quello di cui c’era più abbondanza, ma che è servito soprattutto per personale sanitario e anziani. Se ne contano 16.800 dosi in magazzino, ma la consegna prevista per martedì prossimo è slittata a mercoledì o giovedì. Intanto il 98% delle dosi è già stato somministrato. Sono 242.300 dosi (a fronte di 480mila persone da vaccinare in Piemonte solo nella fascia 70-79 anni), che significano (anche senza raggiungere le 35mila inoculazioni quotidiane e la necessità di preservare una scorta) una decina di giorni circa di autonomia. Poi serviranno i rifornimenti: di Pfizer e AstraZeneca, ma anche il monodose Johnson&Johnson, annunciato e promesso attorno al 16 di aprile. In caso contrario, rallentare sarà fisiologico per tutte le Regioni. Il generale Figliuolo sostiene che, al netto del rispetto dei patti dei fornitori, entro settembre la campagna sarà conclusa. Gli effetti di contenimento della malattia, però, e anche il cosiddetto “effetto gregge” che è diverso dall’immunità di gregge, dovrebbero cominciare a sentirsi molto prima, già a fine primavera, contribuendo ad attenuare la pressione sulle strutture sanitarie. Al di là delle parole e dei piani strategici, però, la cadenza temporale delle forniture garantisce una programmazione su un paio di settimane. Anche a causa dei ritardi accumulati.

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