capienza treni
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Si va in corriera come in India

Tutti distanziati a casa, a scuola, al supermercato, in ufficio, ma quando si sale su un tram, su un bus oppure su un treno le regole cambiano. A squarciare il velo sull’ultima beffa all’italiana una foto scattata da un pendolare che lunedì mattina di è trovato schiacciato come una sardina sul regionale da Ivrea a Torino. Un’immagine che ricorda certe corriere dell’India o del Bangladesh. E una risposta di Trenitalia («su quel convoglio il limite dell’80% non è mai stato superato») che conferma a quali rischi stiamo per andare incontro, ora che stanno per riaprire le scuole. E Trenitalia c’entra niente, così come nessuna colpa ha il Gtt. Perché è la regola stessa della capienza all’ottanta per cento decisa dal governo con le Regioni a prevedere automaticamente l’eccezione al distanziamento di un metro che da due anni ci viene indicato come la prima, e forse più importante, precauzione da adottare per non prendersi il Covid. È questione di matematica, di una semplice divisione tra gli spazi disponibili e le persone che li occupano, a far sì che su quel convoglio partito da Ivrea per il capoluogo, possano stare 175 persone sedute, e altre 88 in piedi. E basta una calcolatrice per dire che sulla metro di Torino, carica all’80%, un metro quadro possa essere “condiviso” da quasi cinque persone. Da Gtt non smentiscono, spiegano che l’80% «è calcolato sulla base della capienza massima riportata nel libretto di ciascun mezzo». Con i bus normali che, al netto del taglio del 20%, possono trasportare 82 persone, che diventano 125 sui modelli “snodati”, 136 sui tram, 158 su quelli “serie 6” della linea 4. L’asses – sore ai Trasporti della Regione, Marco Gabusi, ieri mattina, ha ribadito in quinta commissione quanto affermato nei giorni scorsi: «Noi applichiamo le regole definite dal comitato tecnico scientifico». Poi, ai consiglieri di Pd e M5S che gli hanno posto diverse domande, partendo dalla fotografia di Ivrea, Gabusi ha snocciolato i numeri del piano predisposto per l’inizio delle lezioni, spiegando che le risorse per il potenziamento promesse dal governo sono arrivate. Le corse (sempre con capienza all’80%) sono state aumentate. Dal 13 settembre ogni settimana ci saranno 5.353 corse bus aggiuntive (1.775 a Torino, 1.153 in provincia). Da lunedì, poi, partirà un sistema di monitoraggio per i percorsi casa-scuola che servirà nelle prime settimane per eventuali aggiustamenti. Controlli capillari su tutti i mezzi, invece, non sono possibili. Per verificare il rispetto della capienza servirebbe un controllore per ciascun tram o bus in circolazione. E a Torino, per fare un esempio, gli addetti del Gtt sono 94 in tutto.

stefano.tamagnone@cronacaqui.it

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