Foto di repertorio: depositphotos
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Si torna in aula: aprite le finestre

Bentornato compagno di banco. Almeno il distanziamento sociale, livello dei contagi permettendo, sparirà nelle scuole che stanno per riaprire (il 2 settembre): una parvenza di normalità dopo quasi tre anni. Tre anni nei quali abbiamo fatto i conti con qualcosa di mai visto e che sicuramente avranno indotto il ministero e le autorità competenti a prevedere misure adeguate, giusto? No, manco per idea. L’indicazione, al solito, è «frequente ricambio d’aria», che significa aprire le finestre in classe, anche d’inverno, perché nonostante il tempo a disposizione di sistemi di aerazione non s’è vista traccia. Niente mascherine, a meno che la situazione precipiti. Misure accessorie, ovviamente, a carico dei dirigenti, ergo se un preside introdurrà la misurazione della temperatura all’ingresso saranno grandi polemiche. In compenso, dal primo settembre, decade anche il famigerato obbligo di vaccinazione, l’unico obbligo a tempo determinato della storia della sanità: docenti e personale non docente no vax torneranno a scuola, molti anche sventolando la propria bandiera di chi non si è piegato al governo, a Soros, ai poteri forti e via dicendo… Poveri ragazzi. Ai quali, in caso di positività e obbligo di stare a casa, viene tolta anche l’unica innovazione utile: la Dad, salvo che l’istituto non si organizzi per i fatti suoi. Sia mai che modernizziamo la scuola. Che, tra l’altro, quale posto occupa nelle priorità della campagna elettorale? Da destra, arriva l’idea di un bonus per le scuole private. Da sinistra, proposta di obbligo scolastico fino alla maturità. Programmi, strutture, innovazioni, personale, niente eh? Insomma, dipingete una nuova livrea per il prossimo gran premio, ma l’auto non ha neppure le ruote.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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