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ALTA VELOCITA’

Tav, la carica dei 30mila in piazza Castello: “Sì alla Torino-Lione”. E c’è anche la Lega [FOTO E VIDEO]

Numerose le adesioni, dal Veneto alla Lombardia, al flash mob. Le madamin: “Questo è già un referendum”. Grillo: “Opera inutile”. Di Battista: “Non si farà”. Di Maio: “Non mi scandalizza la presenza del Carroccio”

La carica dei 30mila per dire sì alla Tav. La Torino che si batte per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità riempie piazza Castello (proprio come il 10 novembre), invasa da imprenditori, associazioni, sindacati e partiti. Già, i partiti.

Dal Pd a Forza Italia e Fratelli d’Italia, fino alla Lega. La presenza del Carroccio evidenzia ancora una volta la diversità di vedute con il Movimento 5 Stelle. Beppe Grillo è stato chiaro: “E’ un’opera inutile”. Sulla stessa lunghezza Alessandro Di Battista: “La Tav non si deve fare e non si farà”.

Non la pensa così il leader della Lega, Matteo Salvini, che rilancia l’idea referendum: “Se non c’è una sintesi all’interno del Governo, decidono gli italiani, come è giusto che sia. Ho ben chiaro in testa che voterei a favore dello sviluppo e della crescita”.

Tenta di mediare Luigi Di Maio: “La presenza in piazza della Lega non mi scandalizza. Diciamo che abbiamo fatto la campagna contro le trivelle insieme per il referendum sia noi che la Lega in tempi non sospetti, quando nel 2015 non avevamo nessuna intenzione di neanche di firmare un contratto di governo”.

ADESIONI DA TUTTO IL NORD ITALIA
Pure la Liguria, con il suo governatore Giovanni Toti (Forza Italia) e una rappresentanza  delle amministrazioni di Genova e altri quattro Comuni liguri, hanno preso parte alla manifestazione. E altrettante municipalità sono giunte a Torino dalla Lombardia, tra cui Milano e Varese. Presenti nel capoluogo piemontese anche il Veneto con Venezia, Padova, Verona e Vicenza, la Val d’Aosta e il Comune marchigiano di Ascoli Piceno.

LA PIAZZA GRIDA: “SI TAV SUBITO” E CANTA L’INNO DI MAMELI
Sì Tav subito” è stato il grido che si è alzato dai partecipanti. Poco prima uno speaker aveva letto al megafono, tra gli applausi, i nomi di tutti i Comuni rappresentati, da Venezia a Sestriere. I partecipanti, coordinati da uno speaker, hanno anche scandito gli slogan “il mondo cambia ad alta velocità, sveglia”, “il futuro è di tutti, vogliamo la Tav”, “l’Europa siamo noi”. Quindi hanno cantato l’Inno di Mameli. Una parte, alla conclusione del flash mob, ha intonato una canzone dei Queen, “We will rock you”. Un manifestante ha montato su un appendiabiti un cartello con la scritta “Appendino? No grazie”.

IL POST DEL GOVERNATORE TOTI
“Se oltre cento anni fa non fosse stata costruita la grande diga del porto di Genova, questa nave non sarebbe qui e migliaia di persone non ci lavorerebbero. E’ solo un esempio del perché oggi stiamo andando a Torino: per difendere le grandi opere e un progetto di Paese che guarda al futuro!” ha scritto Toti sulla sua pagina Facebook, prendendo spunto per la sua riflessione da una nave da crociera Msc ormeggiata alla stazione marittima di Genova. Il post si chiude con l’immagine del Tricolore.

SONO 94 I COMUNI CHE HANNO DETTO SI AL FLASH MOB
Sono state 94, complessivamente, le adesioni al flash mob torinese confermate da altrettanti Comuni e oltre un centinaio quelle annunciate: 79 quelle dei Comuni del Piemonte, fra cui Biella, Cuneo, Verbania, Moncalieri, Orbassano. Numerosi anche i Comuni della Val di Susa rappresentati, tra cui Chiomonte, Giaglione, Sant’Antonino di Susa.

DA VENEZIA ALLA VALLE DI SUSA, TANTI IN PIAZZA
Da Venezia a Bergamo alla provincia di Torino: a decine i cartelli con i nomi delle località rappresentate alla manifestazione Pro Tav. Per Venezia era presente l’assessore comunale Massimiliano De Martin. Uno dei cartelli indicava anche Chiomonte, il Comune della Valle di Susa nel cui territorio ricade il cantiere del tunnel preliminare per il Tav Torino-Lione. C’era anche uno striscione in piazza Castello con la scritta “La Valle di Susa che dice sì”.

DA FI AL PD, ECCO CHI CI SARA’
In piazza anche il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, il Pd Maurizio Martina, la Lega con il suo capogruppo alla Camera Riccardo Molinari. E ancora numerosi rappresentanti di Forza Italia. Tutti senza simboli di partito, per una iniziativa che mirava ad essere apartitica. Non è stato, infatti, previsto un palco, né sono stati programmati discorsi ufficiali.

CHIAMPARINO: “REFERENDUM? PRIMA DELLE EUROPEE”
Oltre che venire in piazza la Lega deve contribuire a decidere sul progetto della Tav. La Tav si sta realizzando: a ieri si erano realizzati 6 chilometri e 100 metri del tunnel di base e ci sono 450 persone che lavorano. Se il governo si assumerà la responsabilità di dire ‘stop’ io chiederò al Consiglio regionale di indire un referendum consultivo. Se Salvini vuole una analoga consultazione a livello nazionale benissimo, c’è tempo di farlo prima delle europee” ha spiegato Chiamparino, ai microfoni di Rainews24.

DEL RIO: “DI MAIO CEDA, RINUNCIARE E’ FOLLIA”
“Rinunciare sarebbe pura follia, Di Maio deve cedere” ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio. “L’analisi costi benefici l’ho introdotta io con un decreto ad hoc, quindi sono favorevole ma va fatta in un altro modo”, ha argomentato ancora l’ex ministro, rilevando che in quella appena conclusa “manca una visione strategica di progetto Paese. Sappiamo tutti che bloccare la Tav significa restare fuori da un interscambio economico con l’Europa dell’Ovest che vale 170 miliardi di euro l’anno. Significa perdere lavoro e sviluppo. Quindi questa discussione è surreale” ha concluso.

MOLINARI (LEGA): “NESSUNO SCONTRO CON IL M5S”
“Con il M5S non c’è alcuno scontro. Sapevano fin dal primo giorno che noi avevamo una posizione diversa dalla loro. Abbiamo trovato una sintesi su tanti argomenti la troveremo anche su questo” ha ribadito, dal cantro suo, Riccardo Molinari. “Non è contraddittoria la nostra presenza in piazza perché la Lega ha una posizione storica a favore della Tav sapevano dal primo giorno che uno dei temi divisivi con i 5 Stelle era quello della Torino-Lione ma per quanto ci riguarda un conto è fare una valutazione attenta su come realizzare l’opera, renderla più efficiente e tagliare eventuali sprechi, un conto è mettere in discussione la realizzazione stessa”, ha aggiunto.

MARTINA: GOVERNO ESCA DA AMBIGUITA’
“Siamo qui oggi perché siamo coerenti con il nostro impegno sulla Tav”. Ad affermarlo, Maurizio Martina, candidato alla segreteria del Pd. “Siamo coerenti con tutto il lavoro svolto dal Pd – ha rilanciato – abbiamo sbloccato l’opera, fatto passi in avanti con i francesi. Ora sono gli altri che sono ambigui. Al governo dico basta ambiguità”. A proposito di un eventuale referendum sulla Torino-Lione, Martina ha precisato: “Il referendum dipende chi lo propone. Se lo propone il territorio dico si. Se lo propone un vicepremier dico di no. Il Governo deve dire sì o no e non buttare la palla in corner. Si deve fare carico di una decisione e non fare il gioco delle tre carte”.

BERNINI: “LEGA DICA SI’ ANCHE A PALAZZO CHIGI”
“Sono a Torino a fianco dei tanti che vogliono la Tav per spingere crescita e includere l’Italia nei grandi corridoi commerciali dalla Cina a Lisbona. Che tifano crescita, non recessione. Ok Lega in piazza ma dovrà dire ‘sì Tav’ anche a Palazzo Chigi”. Ha scritto su Twitter Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato.

L’APPELLO AL GOVERNO DELLE “MADAMIN”
“Saremo tutti noi e tutto il territorio a far sentire la nostra voce per richiamare il Governo alla responsabilità di decidere al più presto sbloccando i lavori per la tratta ferroviaria Torino-Lione”, hanno detto, in coro, le “madamin“, che con l’ex sottosegretario Mino Giachino hanno organizzato la mobilitazione.

“LA PIAZZA E’ GIA’ UN REFERENDUM”
“Per la seconda volta i cittadini sono in piazza, a Torino, per ribadire il loro sì alla Tav. Questo dice molto, è già un referendum” hanno aggiunto Patrizia Chiazza e Roberta Castellina, due delle “madamin”. “Ci fa piacere – hanno sottolineato – che molte forze politiche abbiano deciso di aderire, Lega inclusa – hanno aggiunto-. Noi però abbiamo chiesto che non ci siano bandiere di partito, perché la Torino-Lione è un’opera di tutti”.

SI MOBILITA IL MONDO IMPRENDITORIALE
In piazza hanno sfilato anche i rappresentanti del mondo imprenditoriale, della cooperazione e delle professioni. Circa 35 le sigle che hanno deciso di appoggiare “tutte le iniziative in favore della Tav Torino-Lione così come di politiche infrastrutturali che siano orientate allo sviluppo in termini compatibili con l’ambiente e con le esigenze della produzione e del lavoro”.

CONFESERCENTI: “SNODO ESSENZIALE PER IL PAESE”
La Torino-Lione è “uno snodo essenziale, in grado di condizionare il futuro nostro e, soprattutto, delle prossime generazioni”. Lo ha sostenuto Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Piemonte, in piazza Castello per sostenere il sì alla Tav. “Si tratta di scegliere tra sviluppo e declino di Torino, del Piemonte e dell’intero Paese”, ha proseguito sostenendo che “dopo le notizie a proposito dell’analisi costi-benefici sono ancora più fondate e stringenti le motivazioni per partecipare al flash mob a favore della realizzazione dell’opera”.

DI BATTISTA: NON VA FATTA E NON SI FARA’
“La Tav non si deve fare, per niente. Non si deve fare e non si farà. Si deve fare una bella ferrovia e un bel treno ad alta velocità, magari Roma-Matera”. Lo ha detto l’ex parlamentare del M5S Alessandro Di Battista, ad Accordi & Disaccordi andata in onda ieri sera sul canale Nove. Quanto alla possibilità di indire un referendum sulla questione “il referendum lo chiedono i cittadini ed io non sarò mai contrario a un referendum” ha affermato.

TONINELLI: “20MILA IN PIAZZA? MA LA PAGANO IN 60 MILIONI”

Sulla manifestazione è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che si è affidato a Facebook: “Bella e civile la piazza di Torino per il Tav. Erano 10mila, 20mila persone? Bene, noi, come Governo, dobbiamo stare attenti ai numeri perché poi quell’opera dovrebbero pagarla in 60 milioni, Lampedusa compresa. E bisogna evitare fallimenti sia pubblici che privati, come avvenuto anche di recente, vedi il caso della linea Av tra Francia e Spagna che passa sotto i Pirenei e che era pure molto più economica”.

Video e fotoMarco Bardesono

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