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Cronaca
IL FATTO

Si fanno spezzare le ossa per truffare le assicurazioni

Fingevano di essere vittime di incidenti stradali per chiedere i risarcimenti

Si è fatto spezzare una gamba per fingere un incidente stradale e truffare l’assicurazione. E come lui avrebbe dovuto fare pure la moglie che però ha rifiutato di farsi rompere le ossa.

L’episodio è accaduto a Nichelino il 20 febbraio 2020, quando i due coniugi 63enni – arrivati appositamente dalla Sicilia per mettere a segno la truffa – sarebbero stati travolti da un’auto, su cui viaggiava anche un passeggero in qualità di finto testimone, mentre erano in biciclettaLui aveva riportato la frattura della gamba e 60 giorni di prognosi, lei se l’era cavata con un trauma contusivo e 5 giorni di prognosi. La coppia aveva poi ricevuto 6.300 euro come provvisionale dalla compagnia assicurativa del proprietario dell’auto a cui però era stato richiesto un risarcimento danni di 250mila euro.

In teoria nulla di strano, se non fosse che l’intera vicenda è finita tra quelle su cui stava indagando la polizia di Palermo: una serie di truffe ai danni delle assicurazioni, messe a segno in tutta Italia ma la cui “regia” era a Palermo. Un’operazione che conta 31 indagati, otto dei quali destinatari di fermo e decreto di sequestro preventivo, cui vengono contestati raggiri per circa 2 milioni di euro, 700mila dei quali già incassati. Il modus operandi era quasi sempre uguale a quello messo in scena a Nichelino: i finti incidenti in bicicletta, seguiti dalle relative richieste di risarcimento. Quelle che erano vere però erano le ferite, inflitte dai componenti della banda agli “investiti” prima degli incidenti: «Volevano rompere un braccio o un dito anche a me ma mi sono rifiutata – è la confessione della donna “investita” a Nichelino -. Arrivata sul luogo dell’incidente ho trovato mio marito già con la gamba fratturata, abbiamo preso le biciclette e già rotti e doloranti abbiamo raggiunto il punto concordato. Al momento del finto incidente la macchina si è avvicinata e mio marito, che era già fratturato, si è buttato a terra e mi ha trascinato nella caduta».

Il fermo del proprietario dell’auto, un 45enne di Nichelino, non è stato convalidato. Tra gli indagati c’è anche il suo passeggero, un 62enne di Torino.

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