ryanair2
Buonanotte

Si fa presto a dire schiavi

L’attuale crisi della compagnia aerea low cost Ryanair ha fatto parlare di “nuovo schiavismo”. Le multinazionali come Amazon, Mc Donalds e altre farebbero lavorare i dipendenti con contratti precari, paghe modeste e ritmi infernali. Tutto ciò – si dice – a gioco lungo soffoca l’economia, perché chi è messo alla frusta con un contratto a termine malpagato non spende, non consuma. Il serpente si morde la coda, e prima o poi il “neoschiavista” perderà clienti. Giusto, ma sulla carta.

Ormai i travasi di forza lavoro fra i vasi comunicanti planetari, ad onta di muri, leggi o barriere, saranno sempre più massicci. Se le leggi locali impongono costi alti alla manodopera, i pochi che hanno ancora lavoro da dare ‘delocalizzano’, cioè spostano la produzione dove costa meno. Se non possono farlo (come i coltivatori) lasciano i campi incolti e i frutti sugli alberi. Lo Stato supplisce finché può elargendo pensioni, vitalizi, posti fasulli, prebende, consulenze e sinecura vari, ma questo, oltre a creare malumori fra ‘sfruttati’ e ‘fannulloni’, non può reggere.

Il nostro debito pubblico è a livelli apocalittici, e continua a crescere. Stentiamo già solo a pagarne gli interessi con i tassi bassi dell’Euro (se ne uscissimo sarebbe un macello), e non si vede il modo di farlo regredire. Molti giovani si fanno mantenere da genitori e nonni o campano di lavoretti precari in nero (quelli sì, pagati una miseria), altri emigrano, altri ancora tornano alla terra. Ecco: siamo sicuri che il lavoro del contadino, che non conosce week end né ferie né orari e può vedersi togliere tutto il guadagno da una siccità o un’alluvione, sia meglio di un posto all’Amazon o alla Ryanair?

collino@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Buonanotte
banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo