AngelaDargenio
Cronaca
LE TESTIMONIANZE

«Si era separata da Massimo ed era diventata più bella»

Le amiche: «Voleva essere indipendente ma lui la ostacolava»

Dopo la separazione, Angela Dargenio era cambiata. Dimagrita, capelli tinti di biondo e dopo un’operazione chirurgica, aveva riposto nel cassetto gli occhiali con le lenti spesse da miope. Insomma, un’altra persona, almeno apparentemente.

«Dopo venticinque anni di matrimonio – ricorda Mina Buonocore, una delle sue amiche più intime -, voleva una vita indipendente rispetto a quell’uomo che lavorava di notte, dormiva di giorno e aveva lasciato su di lei tutto il peso della famiglia. Ultimamente si era operata agli occhi per non portare più gli occhiali, era dimagrita, era diventata più bella e voleva cominciare una nuova vita. Ma lui non lo accettava e, contro la volontà di Angela, dopo la separazione si era spostato solo di pochi metri, andando ad abitare al piano di sopra. Non voleva che Angela fosse indipendente, che avesse una vita tutta sua».

La vittima si confidava con le amiche, ma non in famiglia: «Tra loro due – dice Nicolò, il convivente della figlia Eleonora -, i rapporti non sembravano tesi. Questa è una tegola improvvisa, un fulmine a ciel sereno. Ma – aggiunge -, per come la vedo io, è stato un gesto premeditato, architettato da tempo».

Evidentemente Massimo Bianco non faceva trasparire le sue emozioni: «Sì, sapevo che si erano separati – spiega il signor Luciano che abita all’ammezzato dello stesso palazzo -, ma i loro rapporti erano cordiali e non ho mai sentito raccontare di tensioni tra i due. Insomma, una coppia perbene e riservata, molto legata ai due figli e al nipotino, il figlio di Eleonora e Nicolò».

Un’altra amica di Angela, titolare di un salone di parrucchieri non lontano dal palazzo dove è avvenuto il delitto, aggiunge: « L’ho vista non più di dieci minuti prima che morisse, verso le 14, le 14,30 – racconta in lacrime -. L’ho salutata mentre rientrava a casa con le borse della spesa. Poi ho sentito i colpi di pistola…». Un altro vicino di casa, il signor Asissio, pare incredulo: «Non sapevo di dissapori. Sia lui che lei erano molto educati e mi sembravano molto legati tra loro e ai figli».

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