IL CASO

Si apre la diga per cancellare le alghe. E torna l’incubo del “Myriophyllum”

Si cerca di eliminare “l’effetto lago”. I canottieri temono l’invasione del millefoglio brasiliano

Il Comune ha aperto la diga di piazza Vittorio per eliminare la palude del Po comparsa in questi giorni tra ponti e passerelle. E se i controlli effettuati mercoledì dall’Arpa non hanno riscontrato la presenza di piante infestanti pericolose per l’ecosistema , sembra invece tornare l’incubo del “Millefoglio” di Rio de Janeiro che tre anni fa aveva trasformato il fiume in un prato verde. A segnalare i possibili rischi è anche l’Istituto Zooprofilattico che paventa la possibilità della diffusione di tossine nocive nelle acque, nel caso le alghe continuassero ad espandersi. A lamentare maggiori disagi sono, come di consueto, i circoli di canottaggio.

Davanti all’Esperia in corso Moncalieri, ad esempio, dall’acqua iniziano a spuntare preoccupanti filamenti verde acido identici a quelli del tanto temuto Myriophyllum che aveva messo a dura prova l’amministrazione degli anni passati. «Abbiamo difficoltà a uscire con le barche» spiega Roberto Romanini, istruttore di canottaggio del circolo Esperia, guardando lo strato paludoso di fronte al pontile.

Situazione ben peggiore in corrispondenza della pazzerella di piazza Chiaves, dove le alghe hanno già ricoperto gran parte della superficie del fiume sollevando le proteste degli abitanti di Vanchiglietta. Ciuffi estesi di foglie gialle emergono anche vicino al ponte della Gran Madre dove si sono già incagliati rifiuti vari.

Mercoledì, l’Arpa ha effettuato un sopralluogo in motoscafo insieme ai vigili per monitorare la situazione in vista della Drone Race. Ciò che è emerso, spiegano dall’Agenzia, «è un effetto lago che ha spinto il Comune ad aprire la diga per aumentare il flusso dell’acqua. Un provvedimento – sottolineano – preso soprattutto per ragioni estetiche. La vegetazione presente attualmente infatti non è in alcun modo infestante ma, al contrario, testimonia uno stato di grande salute del Po».

L’Arpa inoltre assicura di non aver rilevato la presenza del Miriofillo, la specie esotica che aveva letteralmente infestato il fiume nel 2016. Il timore che l’alga latinoamericana possa ritornare però non sembra da sottovalutare. Come spiega l’Istituto Zooprofilattico: «Le alghe estirpate a mano mantengono le radici ancorate al letto del fiume e potrebbero quindi ricrescere».

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