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SAN PAOLO

Sgozzato per un sorso di vino. “Telecamere per via Di Nanni”

Il Comune apre alla richiesta della circoscrizione Tre per avere più sicurezza

Quel mazzo di margherite dentro una bottiglia d’acqua è l’ultimo ricordo rimasto di Jawad, detto Jo, un magrebino di 34 anni, sgozzato in strada, in via Di Nanni, da un connazionale. L’ultimo atto, il più cruento, di una lunga serie di episodi spiacevoli che negli anni hanno lasciato una spiacevole nomea attorno all’area pedonale che si trova tra piazza Sabotino e la parrocchia di San Bernardino.

Per questo motivo, approfittando della visita della sindaca Appendino in borgo San Paolo, nell’ambito del progetto AxTo, si è portato avanti il discorso legato alle telecamere. Da un anno la presidente della circoscrizione Tre, Francesca Troise, chiedeva più controlli nella zona dell’innaffiatoio, all’angolo con via Volvera, dove è avvenuto l’omicidio. Per contrastare il fenomeno, crescente, dei bivacchi in strada. Segnalato a più riprese dai residenti del quartiere e dall’associazione popolare che si è recentemente fatta carico anche di una lettera indirizzata a Palazzo Civico.

«Oggi la gente vive nella paura – spiega Troise – e noi ci siamo fatti carico, con il Comune, di questo problema. Siamo fiduciosi che si possano destinare dei soldi per le periferie alla riqualificazione di via DiNanni. Partendo dal tema sicurezza e dalle telecamere». L’idea dell’occhio elettronico è ancora ufficiosa ma dalle parti del centro civico di corso Peschiera trapela un discreto ottimismo.

«Per le famiglie di quella zona sarebbe un incentivo a riappropriarsi del territorio» continua il presidente della commissione di quartiere San Paolo, Alberto Pilloni. E a dimenticarsi di quel lago di sangue, oggi trasformato in altarino, dove un uomo ha perso la vita «per non aver dato cinque euro ad un delinquente. Uno dei tanti – si leggeva nella lettera delle associazioni di zona -che dopo la mezzanotte prendono d’ostaggio la nostra amata piazzetta»

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