sgozzato giardinetti
Cronaca
Ieri pomeriggio in via Vittime di Bologna

Sgozzato ai giardinetti dopo la lite con l’amico per un po’ di formaggio [FOTO E VIDEO]

La vittima ha 32 anni ed è prognosi riservata. La coltellata alla giugulare inflitta all’improvviso alle 14.30

«Erano in tre, Sadik, Maurizio e Christian. Si erano appena comprati le birre da Md. Ridevano e scherzavano. Poi all’improvviso Maurizio ha preso il taglierino e lo ha puntato alla gola di Christian. Era una fontana di sangue. Gli ha messo la mano sulla giugulare, per tentare di fermarlo ma ne usciva troppo». C’è una pozza color rosso scuro, lunga due metri e larga uno, che ha intriso l’erba dei giardinetti Vittime di Bologna, all’angolo con via Damiano Chiesa. Una bottiglia di Heineken piena, a terra. Una lattina di birra aperta sulla panchina dove fino a pochi secondi prima erano seduti Christian Chieco, 32 anni di origini cubane, gravemente ferito. E l’aggressore, Maurizio Boncore, 46 anni, precedenti per furti. Il tentato omicidio è avvenuto poco dopo le due di ieri. Il movente, un lite per un pezzo di formaggio che i due avevano appena preso al supermercato vicino, forse rubato. Sotto il sole, in un fazzoletto di terra arida dove l’erba non è tagliata all’inglese, e dove un piattino da caffè con i resti dell’eroina appena sciolta è stato lasciato da qualche ora ai piedi della fontanella.

Il ragazzo sgozzato e il suo assalitore abitavano in zona, e molti ieri, hanno assistito alla scena da incubo. Anche i bambini che erano appena usciti dal Carrefour di fronte. E i ragazzini in monopattino che hanno fissato la scena dall’angolo della chiesa che campeggia davanti alla panca ancora sporca di sangue.

Tutti confermano la stessa versione: non ci sarebbe un motivo scatenante (se non un formaggino) ad innescare la violenza. Ci sarebbe, forse, la droga. Che avrebbero assunto, in passato, aggressore e altri frequentatori dei giardini. Eppure Christian – che si trova in prognosi riservata al Giovanni Bosco – torinese di origini cubane, starebbe per smettere o perlomeno ci starebbe provando. «Andava al Serd – raccontano gli amici – è un ragazzo buono e grosso, pesa 130 chili. Quando lo hanno messo sulla brandina per portarlo via, grondava di sangue». La Croce verde lo ha caricato sull’ambulanza. La corsa in ospedale, dove è entrato con un codice rosso, è servita. Il giovane è stato operato in serata al Giovanni Bosco. La prognosi per ora resta riservata. I carabinieri del radiomobile, con i colleghi della compagnia Oltredora, hanno trovato l’aggressore sulla panchina. Aveva gettato il taglierino – che avrebbe usato per dei furti che gli erano costati la galera – a terra, vicino al cestino. Non ha detto nulla. «Qui non piace a nessuno – racconta un giovane – a me una volta ha chiesto se gli regalavo il mio cane. Come si fa a fare una domanda del genere?». «Stava ai giardini tutto il giorno – dicono alcune commercianti della via – li considera suoi. Minacciava ogni tanto chi ci passa». Vivrebbe poco oltre quelle panchine, l’aggressore. La vittima poco più in là, verso strada della Verna. «Non penso volesse ucciderlo – dice un cinquantenne all’angolo – credo che abbia preso il taglierino per mimare il gesto del taglio alla gola, ma poi gli è scappato. Se no, non sarebbe rimasto lì, con la mano sulla giugulare. Ad aspettare».

«Sono passato da lì prima di andare a lavorare – racconta Daniel, muratore sotto choc -stavano scherzando. Quaranta secondi dopo mia madre, che tornava dal supermercato, ha detto che avevano sgozzato Christian. Ero appena stato lì. Sadik era bianco dalla paura. Ha dovuto prendere un tranquillante».

Pochi minuti dopo che l’aggressore è stato portato via, è arrivata la madre. «Aveva messo la testa a posto dopo la prigione – ha mormorato – non pensavo facesse questo».

IL VIDEO:

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