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Cronaca
CHIERI

Sfratti a raffica nelle popolari: «Temo sia una bomba sociale»

Via i morosi. Le perplessità dell’assessore alle politiche sociali, Loredana Virelli

Non hanno pagato l’affitto o le spese per anni, accumulando debiti per decine di migliaia di euro. Così ora rischiano di finire in mezzo alla strada: sono i molti morosi delle case popolari di Chieri che stanno ricevendo gli sfratti esecutivi in questi giorni. Le lettere sono già arrivate a cinque persone e nei prossimi giorni ne partiranno altri: un esempio è il caso di una signora residente in quartiere popolare, gestito dall’Atc (Agenzia territoriale per la casa). Il 27 ottobre dovrà lasciare la casa di 80 metri quadri dove vive dalla metà degli anni ’70. Ha 500 euro di pensione e ha un familiare non autosufficiente a carico. I figli l’aiutano, ma non è sempre riuscita a pagare spese e affitto. Tanto che il Comune le aveva proposto di trasferirsi in un alloggio più piccolo, in modo da ridurre i costi. Ma non ha mai accettato e nel 2019 le era già arrivato un decreto di decadenza della locazione. Adesso la signora e i figli stanno cercando di rimediare alla situazione e gli enti locali sono disponibili ad andarle incontro con un rinvio dello sfratto per qualche settimana. Ma non possono andare oltre. È una situazione che vale per molte altre famiglie di Chieri e non solo: «Sapevamo che ci sarebbe stata una “bomba sociale” quando sarebbero ripartiti gli sfratti», ammette l’assessore comunale alle politiche sociali, Loredana Virelli. Di recente il Comune ha approvato il “Tavolo Tecnico di valutazione nuclei in morosità”, di cui fanno parte due funzionari del servizio Politiche sociali del Comune e da due assistenti sociali del Consorzio socioassistenziale. A loro tocca analizzare i casi di famiglie che non pagano l’affitto della casa popolare: se non è colpa loro, è il Comune a subentrare nelle spese e saldare il contro con il “padrone di casa”, cioè Atc. «Ma non possiamo più fare tutto da soli», conclude Virelli.

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