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Cronaca
LA FESTA. Mattarella a Torino dopo la crisi di governo

La sfilata dell’Arma e la torta al Sermig: silenzio sul governo [FOTO e VIDEO]

Il presidente della Repubblica a Superga e in piazza Castello per i 200 anni della Scuola Allievi carabinieri

Neanche una parola sulla crisi di governo. Anzi, neanche una parola: a Sergio Mattarella è scappato giusto qualche sorriso. Soprattutto quando il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, gli ha fatto gli auguri per i suoi 81 anni durante la cerimonia per il giuramento della Scuola allievi carabinieri. Poi la giornata del presidente della Repubblica a Torino è continuata con la visita alla Basilica di Superga insieme all’amico Ernesto Olivero, in un colle blindato e ripulito per l’occasione. Poi il pranzo al Sermig con torta di compleanno.

Mattarella era l’ospite d’onore per le celebrazioni del bicentenario di fondazione della Scuola allievi di Torino, primo istituto di formazione dei carabinieri. Ieri si è concluso anche il 140esimo corso della Scuola, intitolato al carabiniere Alberto La Rocca, medaglia d’oro al valore militare perchè il 12 agosto 1944 si è consegnato ai tedeschi per salvare la vita di dieci ostaggi.

La giornata di festa è cominciata di prima mattina con la sfilata degli allievi fino a piazza Castello, dove si è svolta la cerimonia del giuramento fra le note del Canto degli italiani: «Vorrei dirvi che d’ora in poi la vostra vita sarà tutta in discesa ma, viste le mie condizioni, risulterei poco credibile – esordisce il tenente colonnello Gianfranco Paglia, medaglia d’oro al valore militar dopo aver perso l’uso delle gambe nel 1993, in seguito a una battaglia a Mogadiscio (Somalia) – Quando vi capiterà di rischiare la vostra vita o dei vostri colleghi, vi ricorderete il motivo della vostra scelta di servire il Paese». Il comandante della Scuola allievi, colonnello Giovanni Spirito, ricorda il legale fra Torino e l’Arma e si complimenta con i suoi “ragazzi”.

Poi il generale Teo Luzi e il ministro Guerini hanno ricordato loro che «servono la comunità e devono riportare fiducia nelle istituzioni in questo momento difficile, con la pandemia e la guerra nel cuore dell’Europa. Nella piazza super blindata per l’occasione, pochi curiosi ma tanti familiari dei “neo carabinieri”: dopo che i giovani militari hanno urlato la loro fedeltà alla Repubblica, a genitori, fratelli e fidanzati è toccato apporre gli alamari sulle spalline delle uniformi, storico simbolo dell’Arma. E non sono mancati momenti di commozione e tensione: qualche papà asciugava il sudore al figlio accaldato, altri raccoglievano le lacrime di emozione. In mezzo anche tante storie: oltre all’allievo che ha chiesto alla fidanzata di sposarlo, tanti “figli d’arte”, a giudicare dalle divise indossate da qualche genitore. In mezzo a loro l’allievo Pierpaolo Panarelli: ha indossato la bandoliera del padre Angelo, morto il 10 maggio 2019 in seguito a un incidente stradale mentre rientrava a casa dal servizio a Milano. I colleghi sono riusciti a ritrovare la sua bandoliera e donarla al figlio. Ora lui e i suoi colleghi raggiungeranno le stazioni di prima destinazione.

IL VIDEO di Tonino Di Marco

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