Massimiliano Allegri (foto @Depositphotos)
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ANTICIPO DI LUSSO

Sfida scudetto al Maradona, Allegri: “A Napoli le partite non terminano mai…”

La Juventus può portarsi a -4 dalla capolista, il tecnico: “Dobbiamo giocare con grande tecnica e intensità”

Al Maradona va in scena l’anticipo di lusso tra il Napoli capolista e la Juventus seconda in classifica. Sette punti separano le due squadre, perché la gara di Fuorigrotta assume un valore importante per la corsa scudetto. Nella conferenza stampa della vigilia Massimiliano Allegri esalta il lavoro del collega Spalletti ed è ben conscio delle insidie che nasconde il match: “Dobbiamo giocare una sfida con grande tecnica e intensità”.

Le dichiarazioni di Allegri (dal canale Twitter della Juventus):

IN BUONE CONDIZIONI

«La squadra sta abbastanza bene. Abbiamo fatto tre giorni di allenamento, siamo in buone condizioni».

GLI INFORTUNATI

« I rientri dovrebbero essere imminenti. Credo che con l’Atalanta qualcuno potrebbe essere già a disposizione. I ragazzi stanno meglio e spero di vederli presto a pieno regime».

PENSIAMO AI PRIMI QUATTRO POSTI

« Fino ad oggi abbiamo avuto risultati buoni ma dobbiamo continuare a pensare a lavorare, progredire nel percorso di crescita ed arrivare all’obiettivo finale che sono i risultati. Al momento pensiamo ai primi quattro posti in classifica».

LA SFIDA DI NAPOLI

«Affrontiamo una squadra ben organizzata, ben allenata. A Napoli le partite non terminano mai e dobbiamo essere sempre concentrati durante i 90 minuti».

IN CASA DELLA MIGLIORE

«Dobbiamo giocare una sfida con grande tecnica e intensità. È una partita difficile. Giochiamo in casa della migliore squadra del campionato perchè lo dice la classifica. Domani non è una partita decisiva ma molto importante per loro».

SPALLETTI

«Luciano Spalletti è un ottimo allenatore. È il migliore ad insegnare e l’ha dimostrato anche in esperienze passate. Sarà una bella sfida».

ANDREA AGNELLI

I risultati ed il lavoro che Andrea Agnelli ha fatto in questi anni parlano per lui. Io lo ringrazio per avermi dato la possibilità di allenare la Juventus, per essermi stato vicino e per aver lavorato con lui».

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