priya
Cronaca
LA SENTENZA

Sesso in auto, poi la rapina del Rolex: cinque anni e mezzo alla trans Priya

Il giudice ha condannato la escort e il complice che le faceva da autista tra Torino e Milano

Il cliente adescato non era mai uno qualunque: al polso aveva sempre un Rolex. In auto, durante il sesso, il malcapitato veniva aggredito e rapinato dell’orologio. Poi, la “escort” fuggiva con il complice, che la aspettava in auto a debita distanza. Per mesi, forse anni, Priya Canevarito, trans residente a Milano e il fidato autista italiano, avrebbero preso di mira clienti facoltosi, in tutto il Nord Italia. È quanto sostengono i poliziotti della pg della procura di Torino, che, coordinati dal pm Paolo Scafi, per due anni hanno seguito – anche all’estero e durante il lockdown – le mosse, e le fughe, della coppia che avrebbe rapinato uomini spesso troppo imbarazzati per denunciare. Tre giorni fa il gup di Torino, accogliendo la tesi dell’accusa, ha condannato la trans a cinque anni e mezzo di reclusione. Altri sei anni e due mesi sono stati inflitti all’autista, che risponde, oltre che di rapina, anche di favoreggiamento. Sono due i casi al centro del procedimento. Il primo riguarda un imprenditore valdostano di 77 anni, che venne aggredito e rapinato la notte del 20 luglio 2020 in via Reiss Romoli. L’uomo aveva contattato Priya su un sito. Durante l’atto sessuale, in auto, l’anziano era stato preso a pugni in testa e derubato del suo Rolex Daytona. Gli agenti di Madonna di Campagna lo avevano trovato per strada, tremante e in stato di choc. «Ci siamo appartati nella mia Porsche Cayenne – aveva detto l’uomo alla polizia – ma lei era violenta, mi chiedeva cose strane e ho preferito non andare avanti». Venti minuti dopo l’aggressione, la trans era stata identificata dagli agenti e riconosciuta dalla vittima. Ed era iniziata l’inchiesta della procura. Alcune settimane dopo, si era messo in contatto con la pg il titolare di un locale dalle parti di Beinasco: «Anche io sono stato rapinato da lei», aveva confidato.

Gli investigatori avevano seguito le tracce di Priya e dell’amico fino a Milano. Dall’analisi dei cellulari sequestrati degli indagati, erano spuntate foto di collanine d’oro, bilancini per pesare i gioielli, orologi di lusso. Eloquenti anche i messaggi delle chat. Come quelli di un cliente appena rapinato, che, provando a riprendersi il bottino, scriveva alla trans: «Come un pollo mi avete rubato il Rolex. Dammi l’orologio altrimenti foto e sim vanno alla polizia». Trans e autista avrebbero accumulato un tesoretto: Priya era molto richiesta. Chiedeva 70 euro per muoversi a Torino, 150 euro per la trasferta Milano-Torino, 700 euro per i “viaggi” all’estero. Si sospetta che le vittime possano essere decine.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo