UCCIDI I TUOI AMICI

Tra sesso, cocaina e omicidi spunta una hit di successo

Finalmente il primo strepitoso romanzo di John Niven

Viene da chiedersi perché si sia aspettato così tanto per portare in Italia il primo romanzo di John Niven. Dopo lo strepitoso successo di “A volte ritorno”, erano usciti altri titoli ma il romanzo di esordio, “Uccidi i tuoi amici” (Einaudi, 18,50 euro) non era ancora arrivato, se si fa eccezione per la riduzione cinematografica giunta in Italia solo per il mercato dell’home video.

John Niven è geniale nel costruire personaggi scorretti, irriverenti, ma con una loro forma di genialità e di giustificazione persino morale, anche quando passano agli omicidi. Come Steven Stelfox, il talent scout di una grande casa discografica nella Londra del 1997, ossia in piena fase di esplosione del “brit pop” (che non malediremo mai abbastanza), tra il new labour che va al potere e forse non è un caso che Steven sia “perseguitato” da cartelloni strappati di Blair in cui pare che i suoi occhi fiammeggino.

Stelfox è giovane, pieno di soldi, centrifugato dalla costante ricerca della prossima hit di successo. Non si ferma mai perché fermarsi equivale a morire, e non sempre è una metafora… Il problema è che Steven ammette di non capire un accidente, non ha la più pallida idea di cosa possa diventare un successo, quali elementi si possano trovare in un gruppo sconosciuto, in cloni delle Spice Girl costruite a suon di centinaia di miglia di sterline, in un rapper di strada divorato dalla droga.

Sarà per questo che ogni tanto gli saltano in mente canzoni degli Oasis, o si spinge a riconsiderare la bella musica del passato (ammesso che ci creda, al di là della sua foto ricordo con Joe Strummer). La vita di Steven è un bruciare il tempo tra denaro, tanto denaro, cocaina, alcol, la Saab e l’appartamento di lusso, i ristoranti migliori, di nuovo la cocaina, il sesso e la devastazione orgiastica, le infinite trasferte tra convegni di discografici, festival, la cocaina (l’avevo già detto?).

E infine, uccidere per rimanere a galla. Il collega e rivale, o magari una donna. Aspettando di azzeccare la hit o tenere a bada il poliziotto che indaga su di lui e ha il sogno di incidere un disco. Un rutilante mondo di parole, suoni assordanti (musica, magari no) ed eccessi. Troppo esagerato per non essere vero.

CONDIVIDI
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
loop-single