Monroe
Spettacolo
Forever Marilyn

Sessant’anni senza la diva delle dive

La Palazzina di Caccia di Stupinigi ospita dal 1° luglio al 18 settembre la mostra con le fotografie di Sam Shaw e i memorabilia di Ted Stampfer

Morire a 36 anni e vivere per sempre. Nell’immaginario collettivo, nella moda, nel cinema e nella mente di ogni donna dell’universo che sogna di essere come lei. Come Marilyn Monroe, alias Norma Jean Baker, la diva americana scomparsa il 5 agosto di sessant’anni fa – fu trovata morta nella sua casa di Los Angeles a causa di un cocktail di farmaci – per la quale anche Torino sta preparando celebrazioni ed eventi. La sua immagine simbolo non tramonta, non tramonterà mai, probabilmente. È recente la notizia della vendita record a 195 milioni di dollari, più di un Picasso, di “Shot sage blue Marilyn”, il ritratto realizzato da Andy Warhol. Una delle tante notizie bomba legate al mito dei miti, alla diva delle dive. In sostanza: “Forever Marilyn”. Come recita il titolo della mostra (“Forever Marylin by Sam Shaw-The Exhibition”) che si inaugurerà il 1 luglio (fino al 18 settembre) prossimo alla Palazzina di Caccia di Stupinigi in cui verranno esposte le foto iconiche dell’amico storico Sam Shaw e i memorabilia di proprietà del collezionista tedesco Ted Stampfer, il quale sarà presente al vernissage.

Stampfer è probabilmente il più grande estimatore di Marilyn, le sue acquisizioni avvengono sempre attraverso rinomate case d’asta, archivi di studi cinematografici e collezioni private. A Torino si potranno ammirare: articoli di bellezza, abiti, scarpe, i biglietti aerei originali della diva, foto e oggetti personali e di scena, come il mitico ventilatore, usato per il film “Quando la moglie è in vacanza”. Per la prima volta in Italia sarà visibile proprio il copione di questo film. E in anteprima mondiale la foto originale della Monroe, che esce trafelata dal St. Regis Hotel di New York, poco prima che sia filmata la scena iconica della metropolitana. Ma ci saranno anche la colla per le ciglia finte e la lettera d’amore che le scrisse Arthur Miller ai tempi del loro matrimonio.

«Questi oggetti riportano in vita momenti individuali dei servizi fotografici degli anni ’50 e rendono tangibile per i visitatori la donna reale celata dietro l’attrice di successo dei film e l’icona di moda. Questi pezzi unici ci offrono uno sguardo incontaminato sulla vita di Marilyn e ci permettono di avvicinarci a lei, alla sua vera identità, una verità sopravvissuta fino a oggi. Perché l’influenza di Marilyn nell’industria cinematografica come nella moda, nel lifestyle e nella fotografia ha unito generazioni, rendendola una delle più importanti figure culturali e storiche del ventesimo secolo», spiega Sampfer. Essere Marilyn per lei fu quasi una missione, la sua bellezza un’arma, la sensualità una condanna. “Io non sono interessata ai soldi. “Io voglio solo essere meravigliosa”, uno dei suoi tanti aforismi. Ci è riuscita, lo sarà per sempre.

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