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IL CASO

Senza scuole bus a singhiozzo. “Così le periferie sono isolate”

Le linee a lunga percorrenza come il 57 hanno tempi di attesa anche di 40 minuti

Attese infinite e mezzi pieni. Ogni estate porta in dote la solita polemica sui bus che non passano e che causano ritardi a chi deve recarsi sul posto di lavoro. Dramma che tocca, in particolare, alcune linee del Gtt. Quelle che attraversano tutta la città o quelle che collegano le periferie. E fermandosi sulle banchine, o sotto le pensiline, si sentirà puntualmente la cantilena, ormai diventata un tormentone: «Appena le scuole chiudono qui non passa più un mezzo». E a pagare sono coloro che a luglio e agosto devono comunque lavorare o spostarsi per impegni e pratiche burocratiche. Chiedere per informazioni agli utenti della linea 57. Il bus che collega San Mauro e Bertolla con il Centro passa anche una volta ogni 40 minuti. Così racconta il comitato spontaneo di quartiere. «A volte aspettiamo una vita – protesta il presidente, Rossano Massetti -. Poi ne vediamo passare due di fila. Secondo noi basterebbe solo un po’ di organizzazione, specie durante le ore di punta. Anche noi abbiamo diritto a viaggiare in orario».

Una sola linea, e per di più gestita all’acqua di rose. Capita anche ai residenti del Rebaudengo che devono avvalersi del 46. «Per non parlare del 2 che tra le 13 e le 14 passa anche ogni mezz’ora» protesta una signora alla fermata di piazza Rivoli. Aumentare il numero dei passaggi dei bus della linea 49 del Gtt è, invece, la proposta arrivata tempo addietro da alcuni consiglieri della Sei. Ma sul problema estivo Gtt ha le idee chiare. «In questi anni – spiegano dall’Agenzia dei trasporti – abbiamo sostenuto un grande sforzo per riuscire a ottimizzare il servizio, adeguandolo alle poche risorse disponibili. Si è agito razionalizzando le frequenze dei passaggi e privilegiando le corse con il maggior numero di utenti. Così, a scuole chiuse, è stato indispensabile applicare orari diversi».

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