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Cronaca
IL FATTO

«Senza assunzioni del Comune dovremo tagliare tutti i servizi»

Centri sportivi, uffici, luoghi di cultura: con poco personale è difficile tenerli aperti

Cultura, sport, rapporti con il cittadino. Gli uffici delle Circoscrizioni continuano a fare i conti con una moria di personale che getta ombre anche sul futuro. Nei centri civici – è cosa nota – c’è poco personale, spesso si tratta di persone anziane che nei prossimi anni andranno in pensione. Ma di assunzioni, all’orizzonte, ancora nessuna traccia. Così, sotto organico, i presidenti sono costretti a mettere toppe qua e là, spesso scontentando tutti. C’è chi lavora per tre, per sopperire alle assenze, mentre alcuni uffici restano vuoti.

«E’ una brutta situazione – spiega il vicepresidente della 5, Antonio Cuzzilla -. Dalle 110 unità del 2016, siamo passati ad appena 54. Di cui dieci andranno in pensione entro l’anno. Ci servirebbero 38 persone per rimettere in moto la macchina». Gli uffici faticano a gestire la manovra politica, vincolati negli orari di consigli e commissioni. In via Stradella, dal 6 gennaio, non c’è servizio di portineria mentre altri impianti restano a rischio. La piscina Lombardia avrebbe bisogno di sei unità per restare aperta. Al Principessa Isabella – interessato da lavori di manutenzione pari a 450mila euro -, c’è un problema con il servizio di apertura e chiusura. «Oggi – conclude Cuzzilla -, potremmo garantire solo due giorni a settimana». Alla 3 andrà in pensione anche il personale che si occupa di dehor e suolo pubblico, mentre alla 2 il nodo è la carenza di organizzazione. «Impianti sportivi a gestione diretta – racconta il presidente Luca Rolandi -, come la piscina Gaidano (in foto) o il PalaMirafiori sono sotto organico». Stesso copione alla 4 dove uno dei grattacapi è il futuro dei bagni pubblici di via Bianzè. «Dobbiamo capire come mandarli avanti – chiosa il presidente, Alberto Re -. O con una gestione interna, ma ci serve personale, o con una ulteriore concessione». Per non ingolfare l’anagrafe di via Carrera, inoltre, «abbiamo spostato una persona dal centro civico. Ma se da una parte tappiamo, dall’altra apriamo un buco». Dipendenti scesi del 40% alla 7, per il presidente Luca Deri. Così i campi della Colletta si ritrovano con un dipendente e trecantieristi”. «Tra una settimana – conclude Deri -, partirà l’autogestione per evitare l’eventuale chiusura dell’impianto». Carenze anche all’ufficio tecnico di via Varano dove mancano tre dipendenti. Risorse ridotte all’osso alla 6 per quanto concerne gli impianti sportivi (Regaldi, Oxilia, Moncrivello), l’ufficio del suolo pubblico «mentre l’ufficio tecnico – commenta Valerio Lomanto -, è passato da 10 a 2 unità. E ci manca un dirigente per i bandi».

E mentre i presidenti si augurano che la politica attivi bandi e concorsi per integrare, la prossima potrebbe essere una settimana importante. «Ci confronteremo con l’assessore Tresso – spiega la presidente della 3, Francesca Troise -. Siamo fiduciosi si possa arrivare a una soluzione». Che non potrà passare comunque attraverso l’introduzione dei robot. Le persone hanno un ruolo e anche compiti per la comunità. Dunque servono. O la città si paralizza.

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