Polizia
Cronaca
IL CONVEGNO

Sempre meno agenti e più criminali: commissariati con l’acqua alla gola

Il Siulp lancia l’allarme anche per gli extracomunitari: «Ormai è impossibile rimpatriarli»

«Gli organici dei commissariati sono sempre più ridotti ma la criminalità aumenta, con gli stranieri irregolari che vivono in una zona franca». Eugenio Bravo non usa mezzi termini al congresso del Siulp, il più antico sindacato dei poliziotti. Da segretario provinciale ha aperto i lavori di ieri mattina, ha lodato i colleghi e poi ha elencato tutte le difficoltà che devono affrontare ogni giorno. A partire dall’ordine pubblico e dalle manifestazioni, dove «si scontrano con il timore di diventare “carne da macello” per il quieto vivere di alcuni interessi politici».

Intanto gli agenti sono sempre meno: «Il Siulp denuncia da molti anni un turnover completamente inadeguato – ricorda Bravo – Il risultato è una seria carenza degli organici, che produrrà un ridimensionamento delle attività dei commissariati San Secondo e Borgo Po. La scarsità di uffici non consente neanche di assicurare più la pattuglia “Fasce deboli”, rivolta ad anziani e disabili vittime di truffe. Da decenni i colleghi di via Tirreno e corso Verona lavorano in condizioni precarie, senza contare che molte auto della polizia hanno più di 200mila chilometri».

Così è difficile contrastare criminalità e degrado: «Spicca la zona di Barriera di Milano, dove il mercato della droga la fa da “padrona”: serve una nostra presenza 24 ore su 24, così come della polizia locale. Per la malamovida, invece, bastano multe, limitazioni degli orari e delle licenze per i “bangla market”». Di fronte, tra gli altri, al questore Vincenzo Giarambino, Bravo sottolinea anche la lotta impari con gli stranieri irregolari: «Senza accordi bilaterali tra Stati, è impossibile rimpatriare i marocchini che non hanno tampone o Green pass. I voli charter sono autorizzati solo da cinque Paesi, per gli altri si procede per una persona alla volta: è come svuotare l’oceano con un cucchiaino».

Il segretario provinciale del Siulp parla di zona franca per i delinquenti stranieri: «Perché non si può procedere ai rimpatri degli immigrati direttamente dal carcere? Vengono solo accompagnati nel Centro per i rimpatri (Cpr): se poi simulano il suicidio, come successo, vengono rimessi in libertà dei criminali. Gli irregolari non possono essere espulsi perché la Prefettura non ha stipulato il necessario protocollo d’intesa con l’Asl. Stesso discorso per i romeni: è scaduta da un anno la convenzione con l’agenzia di viaggi. È una situazione imbarazzante, qualcuno agisca».

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