Covid: Piemonte resta ancora in zona bianca
Cronaca
LOCKDOWN BEFFATO

Seimila torinesi in fuga: «Vado a fare la nonna in spiaggia a Maiorca»

Lo scalo di Caselle torna ad animarsi. Spagna e isole le mete più gettonate per le vacanze di Pasqua

La valigia in mano, la coda al check-in e le hostess che si avviano verso i gate. All’aeroporto di Caselle la vita sembra tornata alla normalità. Nei quattro giorni a cavallo tra Pasqua e Pasquetta sono 6mila i torinesi che prenderanno un aereo per lasciarsi alle spalle le restrizioni della zona rossa. La maggior parte dei viaggiatori (il 94%) resterà entro i confini nazionali, dove sono in vigore ancora molte limitazioni, ma il vero cambio di vita sarà per coloro che hanno deciso di espatriare. Per ora sono stati riattivati solo pochissimi voli verso paesi stranieri: Tirana, Amsterdam, Francoforte e Madrid. Quest’ultimo, in particolare, risulta tra i più ambiti.

IL VOLO PER MADRID
Il diretto Iberia delle 11.35 è in perfetto orario e, alcune ore prima della partenza, lo scalo si popola di passeggeri. «Vado a Palma di Maiorca a trovare mia figlia e ad aiutarla con la bambina» racconta la signora Silvana, in coda per il check-in. «Non so ancora di preciso quanto mi fermerò. Vado a fare la nonna là». Il sorriso di chi parte e la voglia di normalità della signora Silvana accompagna anche Valentina e Alessia, due amiche che approfittano di questi giorni di festa per prendersi una vacanza. Dopotutto la legge lo consente. «Andiamo a Madrid a fare le turiste» racconta Alessia, 29 anni e nessuna paura del virus. «Ho già avuto il Covid e ho una gran voglia di partire – spiega impaziente, mentre la fila davanti a lei scorre -. A Madrid c’è il coprifuoco alle 23, ma musei, ristoranti e negozi sono aperti». Il tampone è negativo e allora nulla ostacola la partenza. Rispetto alla polemica per cui è possibile andare all’estero ma non valicare i confini regionali Alessia è tranchant: «È impossibile controllare chi si sposta di regione in regione. Se si prende una nave o un aereo invece è più semplice assicurarsi che il virus non circoli. Anche in Spagna non ci si può spostare tra regioni, ma si può andare all’estero». Scappa dalla zona rossa insieme a marito e figlia anche Corina. «Andiamo a fare una settimana a Madrid – racconta mentre spinge passeggino e valigia -. Abbiamo fatto il tampone, ma non ancora il vaccino».

Con la sua bicicletta da triathlon opportunamente imballata e pronta per essere spedita, aspetta il suo turno ai controlli anche un’altra ragazza di nome Alessia, anche lei giovanissima e sportiva. «Sono un’atleta e devo fare delle gare a Madrid a fine mese». Il lockdown non ferma neppure i programmi di Nadir, giovane ricercatore indiano diretto a Berlino. «A Madrid farò solo scalo, ma sono diretto in Germania».

C’è poi chi torna a casa, come Paula, 21 anni. «Ero a Torino in Erasmus, ma sono di origini spagnole e torno per Pasqua» spiega. Va a trovare la madre a Granada invece Annamaria. «In Andalusia il lockdown è un può più leggero rispetto al nostro – racconta -. Ristoranti e bar sono aperti, ad esempio. Chiudono solo alcune zone. Sto vedendo cose incredibili, c’è sempre un escamotage per muoversi senza prendere multe». «Vado a Fuerteventura – racconta Silvia, insegnante di 32 anni, in viaggio sola -. Le mie amiche mi aspettano là. Resteremo per 10 giorni e ci godremo i locali aperti e i negozi. Io sono già stata vaccinata».

DA PALERMO A TORINO
Le famiglie poi cercano di ricongiungersi, almeno per il pranzo di Pasqua. Così quando il volo partito da Palermo atterra a Caselle alle dieci e trenta e i nonni scendono dall’aereo, la piccola Melissa passa sotto i nastri degli arrivi e corre ad abbracciarli. «Abbiamo portato i cannoli» svela la sorpresa nonna Annamaria e poi aggiunge: «Non mi hanno ancora vaccinata, non tocca ancora me».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo