Mario Draghi (foto Depositphotos)
Il Borghese

Se l’Europa ha paura

La buona notizia è che il governo ha prorogato il taglio delle accise sulla benzina fino alla prima settimana di agosto, come a dire: almeno potete andare in vacanza (poi presumibilmente ci andrà la politica…). Quella cattiva è che questo taglio ancora non basta, la stangata sui consumatori è ancora forte e c’è grande incertezza su quanto accadrà: i prezzi torneranno ad abbassarsi in proporzione al greggio, oppure si stabilizzeranno in alto, in una gara a rincorrersi e alimentarsi a vicenda con l’inflazione?

Il premier, accantonate le urgenze della guerra (altrui), è finalmente arrivato a parlare dei guai italiani: per quanto riguarda l’inflazione, ha garantito che presto saranno convocate «le parti sociali», e francamente appare il minimo, anche se è presto per capire quali rimedi saranno adottati. Il succo della sua conferenza stampa, però, riguardava l’atteso vertice europeo per il «price cap», ossia il tetto massimo del prezzo del gas, che è doppiamente importante dal momento che, anche producendo elettricità con le fonti rinnovabili, questa viene venduta ugualmente al prezzo del gas.

Il consiglio ha però deciso di aggiornarsi a ottobre, perché prima serve una relazione tecnica, da produrre entro settembre, altrimenti di cosa si discute? Draghi, però, pur dicendosi «non deluso», spiega che in Europa c’è grande paura ad agire, paura che Putin tagli ulteriormente le forniture. Il nostro Paese, invece, ha spiegato il Premier, ha quasi dimezzato la dipendenza dal gas russo (caspita, siamo bravi), dunque ha il coraggio e l’interesse ad agire (almeno sull’Eni potrebbe agire senza aspettare l’Europa). «È un primo passo» ha detto. Certo, eppur si muove, diceva qualcuno…

andrea.monticone@cronacaqui.it

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