Libri
TUTTO E’ POSSIBILE

«Scrivo le vite degli altri mettendomi al loro posto»

Nell’ultimo romanzo di Elizabeth Strout (premio Pulitzer) il ritorno di Lucy Barton ad Amgash

Elizabeth Strout, premio Pulitzer, ha animato uno degli incontri più seguiti e coinvolgenti della rassegna “Giorni selvaggi” che ha coinvolto Circolo dei lettori, Salone del libro e i librai di Colti. Ed è quasi una sorpresa che il nuovo romanzo, “Tutto è possibile” (Einaudi, 19 euro) abbia conquistato spazio in classifica come forse non era riuscito al precedente, da cui questo prende le mosse.

Torniamo infatti nel mondo di Lucy Barton, la scrittrice di New York che compie un viaggio a ritroso nella propria vita, nella propria storia. Ritroviamo quindi quei personaggi di cui, nel precedente romanzo, la madre di Lucy, malata e inferma, raccontava alla figlia. Ritroviamo così Mississipi Mary che si innamora a oltre 70 anni, Charlie Macauley, veterano del Vietnam, nel B&B di Dottie, il fratello di Lucy, Pete, che esce dalla sua solitudine e dà forse il la a un possibile terzo romanzo («o magari a una serie tv, chi lo sa? E’ tutto possibile» ha scherzato con chi glielo chiedeva la Strout), e la nipote Lila Lane.

Troviamo il libro di Lucy esposto nell’unica libreria di Amgash, la piccola cittadina nell’Illinos da cui era partita tempo fa. Leggiamo storie di personaggi, autentici ritratti, che vanno a comporre una sorta di romanzo collettivo. «Sono sempre stata interessata a soffermarmi sulle vite realmente vissute. Tutti noi – dice la scrittrice – viviamo in un mondo esterno, ma abbiamo un mondo interno e quindi è interessante vedere come queste due realtà si collegano ».

«Come mi sentirei se fossi quella persona? Questo mi chiedo quando scrivo – ha detto la scrittrice al pubblico di via Bogino, la scorsa settimana -. La vita è fatta di grandi esplosioni e di piccoli momenti toccati dalla grazia. Di quelli scrivo » . Inoltre la Strout non ha nascosto il suo amore e particolare legame per l’Italia, avendo un “buen ritiro” a Bogliasco, piccolo centro dell’entroterra ligure. Dove Lucy e gli altri si muoverebbero a proprio agio.

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