FRANKIE HI NRG MC

«Ho scritto un libro dal ritmo hip hop»

Il rapper italiano più famoso al mondo parla del suo “Faccio la mia cosa”

Frankie hi nrg mc, un nome sincopato la cui pronuncia esatta invita a rappare. Non c’è nulla di casuale nell’originale personalità del rapper italiano più famoso nel mondo, nato proprio a Torino, classe 1969, neppure il suo pseudonimo. Colui che ha portato l’hip hop nel Paese delle musica melodica per eccellenza facendolo innamorare di un genere così diverso e lontano dalla sua cultura. Era il 1992 quando usciva “Fight da faida”, brano contro le mafie in generale e la corruzione che cambiò per sempre la storia della musica italiana. Ma fu solo l’inizio perché poi per Francesco Di Gesù fu la volta dell’album “Verba manent” e quindi del singolo “Quelli che benpensano”, realizzato in collaborazione con il cantautore romano Riccardo Sinigallia e premiato come canzone dell’anno al Premio italiano della musica. All’intellettuale che ama la semantica mancava solo un libro per completare un quadro già ricco di insegnamenti. E adesso è arrivato, si intitola “Faccio la mia cosa” (Mondadori) ed è il primo libro di Frankie hi nrg mc, ovviamente autobiografico.

Frankie, perché un libro?
«È un atto dovuto a tutti quelli che sono incuriositi dalla mia carriera. Sono molte le persone che vogliono sapere come sono diventato un rapper e cosa rappresenti per me questo genere musicale. Una volta con i miei racconti, ero a Mantova, riuscii a catalizzare l’attenzione di una platea di bambini».

E quindi, come si diventa rapper?
«Come per qualsiasi altra forma artistica: bisogna farsi alimentare dalla curiosità. Personalmente l’hip hop è l’unica cosa che mi ha dato e mi dà ancora energia. Ho voglia di saperne sempre di più, credo sia questo il segreto del mio essere rapper».

Il libro è scritto in prima persona e c’è anche la possibilità grazie al qr-code di ascoltare i brani che cita.
«Certo, ho pensato che sarebbe stato più interessante per il lettore scoprire il rap mentre lo spiego. Il mio libro è un universo hip hop che vanta, tra l’altro, la prefazione di Fabri Fibra».

Lei vive a Cremona, spesso sta a New York e a spasso per il mondo, a Torino, ci torna spesso?
«Appena posso, ho amici e parenti qui. È una città unica, fucina di talenti originali quali Subsonica, Africa Unite, Linea 77, Ensi solo per citarne alcuni. Ha sempre dato la possibilità a chiunque di sperimentare offrendo il suo universo underground senza limiti. Le altre città, in questo senso, sono molto più chiuse».

Cosa pensa dei talent, crede che offrano percorsi in discesa a chi vuole emergere?
«No, non lo credo. Il problema è che oggi ci sono solo i talent show».

E del trap?
«Utilizza dei nuovi codici che sinceramente non mi attraggono. L’hip hop è un’altra cosa».

CONDIVIDI
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
loop-single