Conte
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Scritta la legge, trovato l’inganno

Non si può togliere l’assegno di disabilità ai non vedenti solo perché si scoprono dei falsi ciechi. Lo ha detto, appena l’altra sera a Porta a Porta il presidente dei 5Stelle Giuseppe Conte, incalzato da una domanda sui furbetti del reddito di cittadinanza. Una dichiarazione che parrebbe quasi pronunciata “ad orologeria”, visto il clamore suscitato dalla gigantesca operazione dei carabinieri che al sud, tra Taranto, Caserta, Avellino, Isernia e Napoli (ma con strascichi ancora da quantificare in tutta Italia, Piemonte compreso) hanno scoperto 4.839 posizioni irregolari con un danno per l’erario di oltre 20 milioni di euro. Che salgono a oltre 48 milioni, se si va indietro nel tempo fino al 2019, cominciando dai primi blandi controlli. I militari hanno trovato di tutto, dal tizio che girava serenamente in Ferrari, al giovanotto che aveva appena ereditato tre appartamenti, a chi gestiva un autentico garage di proprietà, al capo bastone di una famiglia mafiosa, a detenuti, zingari e persino a chi si era inventato una famiglia. Tutti figli truffaldini di una legge pensata per assistere le fasce più fragili della popolazione, con l’intento di avviarli ad un lavoro, ma gestita malissimo, senza verifiche preventive efficaci per i beneficiari. Una maglia larga che ha lasciato ampi spazi ad abusi di ogni genere. Eppure bastava copiare, invece di fare del “diritto minimo garantito” a prescindere se si lavori oppure se si sia disoccupati, diritto riconosciuto ad ogni cittadino dell’Unione Europea, uno strumento elettorale scritto con inchiostro simpatico. Senza dover tirare in ballo, caro Conte, i disabili che prima di ricevere un euro di sussidio vengono rivoltati come un calzino.
beppe.fossati@cronacaqui.it

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