MASTIO DELLA CITTADELLA

Scorta da star per la Tavola Lucana

La mostra da venerdì: neppure gli organizzatori sanno quando il dipinto arriverà

Fonte: Depositphotos

Al lavoro ci sono decine di tecnici e operai, per non parlare degli organizzatori torinesi Stefano Gribaldo, Paola Demasi (di Piemonte Musei e Re-Interpreta) e Gonzalo Pasqual Majandia allestitore della mostra curata da Christian Gálvez. Sono chiusi al Mastio della Cittadella da sabato scorso dove rimarranno, quasi ininterrottamente, fino a venerdì 6 dicembre quando si inaugurerà la mostra “Leonardo Da Vinci, i volti del genio”, fase finale delle celebrazioni torinesi per i 500 anni dalla morte del papà della Gioconda. Una chiusura con il botto dato che in Spagna, dove la mostra è nata e da dove è poi partita alla volta della lontana Cina, è stata vista dalla bellezza di 160mila persone. E Torino non sarà da meno: «Secondo le nostre previsioni da qui a giugno passeranno almeno 70mila visitatori» spiega Gribaldo. Ad attirare cotanti ammiratori sarà la Tavola Lucana, il capolavoro attribuito a Leonardo Da Vinci riconosciuto dal dottor Nicola Barbatelli nel 2008 quando lo trovò in una collezione privata proveniente dalla Lucania. All’inizio si pensò al volto di Galileo Galilei ma poi diversi studi azzardarono che quello fosse il volto di Leonardo.

Una vita da star, una reputazione dubbia quella della Tavola Lucana per i cui misteri sono stati impiegati persino gli specialisti dei Ris di Parma e che approderà al Mastio solo la notte fra il 5 e 6 dicembre prossimo in maniera, rigorosamente, top secret. «Neppure noi siamo a conoscenza dell’ora esatta dell’arrivo dell’opera – spiega Gribaldo – il protocollo di sicurezza prevede che nessuno sia a conoscenza di questi particolari». L’unica cosa certa è che la mattina del 6 il dipinto sarà in bella mostra in una delle pareti del Mastio della Cittadella pronto per il bagno di folla.

Sarà prelevato nella notte da un portavalori blindato e inserito all’interno di una cassa sigillata e adatta alle opere di ingente valore. Se è vero, infatti, che il dipinto, non essendo autografato, è solo un’attribuzione, lo è altrettanto il fatto che le prove di una non appartenenza a Leonardo sono labili. E c’è di più. «I Ris hanno trovato un’impronta digitale compatibile con un’altra prelevata sul Codice Atlantico – spiega ancora Gribaldo – quindi siamo abbastanza sereni». L’indagine al radiocarbonio C14 ha evidenziato, inoltre, che l’opera sarebbe compatibile con l’età in cui è vissuto Leonardo Da Vinci, e databile tra la fine del secolo XV e gli inizi del successivo.

Ma la Tavola non sarà l’unica attrazione per i davinciani perché l’esposizione rappresenta un vero viaggio all’interno della genialità di Da Vinci. Gli operai sono al lavoro in queste ore non soltanto per piazzare nel suggestivo spazio del Mastio le riproduzioni di tutti i quadri più famosi di Leonardo, compreso il Cenacolo, ma anche delle sue creazioni e dei progetti come l’Uomo Vitruviano che accoglie i visitatori all’ingresso o la riproduzione del volo degli uccelli nella prima grande sala del Mastio. Ci son persino sculture nate osservando i suoi disegni, come quella del monumento equestre immaginato per Ludovico il Moro, e altri marchingegni e il tutto sarà accompagnato da guide multimediali e tante sorprese. «Abbiamo voluto mostrare agli spagnoli chi era davvero Leonardo, il genio e l’uomo – spiega ancora Gonzalo – e adesso lo vogliamo fare anche qui: sono sicuro che gli italiani avranno tanto da scoprire».

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