Trino Vercellese , December 2003 - Enel nuclear plant , now owned by Sogin and disused form 1987 - Technicians checking the radioactivity of the pool in which are kept the uranium bars 



Trino Vercellese , dicembre 2003 - Centrale nucleare Enel , oggi proprietà della Sogin e dismessa dal 1987 -

Tecnici effettuano controlli sulla radioattività della piscina dove vengono conservate , sotto alcuni metri di acqua , le barre di uranio al altissima radioattività
Cronaca
IL CASO

Scorie nucleari, Carmagnola è salva: i depositi restano nell’alessandrino

Gioisce la sindaca Gaveglio: «Grande vittoria nella battaglia per la difesa del territorio e della salute»

Niente deposito di scorie nucleari a Carmagnola. La mappa Cnai (Carta nazionale delle aree idonee) attualmente in circolazione depenna il comune piemontese famoso in tutta Italia per la bontà dei suoi peperoni dai siti dove collocare futuri centri di smaltimento. Restano in lizza i comuni in provincia di Alessandria di Bosco Marengo, Novi Ligure, Castelnuovo Bormida, Sezzadio, Fubine Monferrato, Quargnento, Bosco Marengo, Frugarolo, Oviglio, Castelle Monferrato, Quargnento e Alessandria stessa.

La mappa è stata inviata a marzo dalla Sogin al Ministero della Transizione ecologica e non è ancora stata approvata in via definitiva. Nella versione precedente, la Cnapi (Carta delle aree potenzialmente idonee), indicava 67 luoghi, mentre nella bozza in esame i siti si sono ridotti a 58. «Se la notizia risultasse confermata, i cittadini di Carmagnola avrebbero conseguito una grande vittoria nella battaglia portata avanti con determinazione per la difesa del territorio, dell’economia e della salute pubblica» commenta la sindaca di Carmagnola, Ivana Gaveglio, tra i primi a schierarsi contro l’ipotesi di un deposito nell’area sud della provincia di Torino. «Ci auguriamo che l’esclusione di Carmagnola dalla Cnai sia confermata in sede di approvazione definitiva della carta» aggiunge. «Se il depennamento fosse confermato, saremmo di fronte a una vittoria che ci renderebbe orgogliosi e di cui beneficerà tutto il territorio» commenta anche l’assessore della Regione Piemonte Maurizio Marrone. «Fin dal primo blitz del governo Conte – proseguono Marrone e Gaveglio -, avvenuto senza un’adeguata consultazione dei territori interessati, avevamo denunciato come l’area di Carmagnola, eccellenza dell’enogastronomia piemontese, fosse inadatta ad ospitare un deposito di questo tipo. I lunghi mesi di approfondimenti con gli uffici comunali del territorio hanno soltanto confermato queste perplessità».

Nel frattempo, anche il sito di Mazzè-Rondissone sembrerebbe essere uscito dalla lista della Sogin per la costruzione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, ma l’amministrazione comunale di Chivasso ha deliberato un atto di indirizzo per la costituzione di parte offesa nei confronti della società gestione impianti nucleari per quanto riguarda la procedura e i criteri di valutazione e scelta dei siti. Lo stesso legale incaricato dai Comuni di Rondissone e Mazzè ora predisporrà un esposto. «Dopo aver condiviso con i comuni dell’area Torino 10 le osservazioni alla carta Cnapi – ha detto il sindaco Claudio Castello -, continuiamo con fermezza la nostra battaglia per tutelare il territorio e la popolazione del chivassese dalle ricadute negative di carattere ambientale, economico e di sicurezza».

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