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Scienza
IL CASO

Scoperto il nuovo pianeta “Piuma”: «Dove un anno dura solo otto ore»

UniTo ha confermato la sua esistenza nei dati raccolti in Cile, determinando massa e densità

Una massa pari alla metà di quella terrestre con un raggio poco più piccolo, un peso leggerissimo e un tempo di rivoluzione attorno alla sua stella di sole otto ore. Sono le caratteristiche del nuovo pianeta “Piuma” la cui esistenza è stata confermata dall’Università di Torino: attraverso l’analisi dei dati raccolti dallo spettrografo Eso in Cile il professor Davide Gandolfi, del Dipartimento di Fisica, ha potuto determinare la massa e la densità del pianeta appena scoperto da un team internazionale. La ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa Science, e include tra i ricercatori, oltre a Gandolfi, anche Luisa Maria Serrano ed Elisa Goffo.

“GJ 367 b” questo il nome del nuovo pianeta (soprannominato “Piuma” per il peso che lo colloca tra uno dei più leggeri esopianeti dei quasi 5mila ad oggi conosciuti) è stato scoperto grazie alle osservazioni condotte con il telescopio spaziale Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite) della Nasa utilizzando il metodo dei transiti, che consiste nel misurare la diminuzione di luce di una stella quando questa viene parzialmente occultata da un suo pianeta che le transita di fronte. Osservazioni successive condotte utilizzando lo spettrografo Harps dell’European Southern Observatory (Eso) hanno permesso a UniTo di determinare la massa del pianeta appena scoperto.

«Grazie allo spettrografo abbiamo visto il segnale del pianeta, confermandone l’esistenza, e abbiamo poi calcolato la massa e la densità – spiega il professor Gandolfi -: il nucleo di ferro si estende per l’85% del raggio del pianeta, ha una densità di circa 8 grammi per centimetro cubo, maggiore di quella della Terra. Questo suggerisce che il pianeta abbia un nucleo di ferro e nichel, simile a quello di Mercurio, il pianeta più interno del Sistema Solare». Le temperature, considerando la vicinanza alla nana rossa, sono molto alte. «Oscillano tra i 1.500 e i 2.000 gradi – spiega Gandolfi – ed è presumibile che il pianeta sia ricoperto di lava».

Lo studio ha determinato anche la distanza e il tempo di rivoluzione. «La distanza dalla Terra è di 30 anni luce e il tempo di rivoluzione attorno alla stella avente un raggio pari a circa il 45% di quello del Sole, è di appena otto ore. Ciò significa che un anno per il “Pianeta Piuma” dura otto ore» precisa il ricercatore. Il team torinese ora punta a scoprire altri esopianeti simili nelle vicinanze. «Questi tipi di pianeti non sono mai soli e stiamo cercando i compagni – anticipa Gandolfi -, il nostro intento è quello di studiare l’architettura del sistema e determinare le sue origini».

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