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Salute
AL MAURIZIANO

Scivola dalla bilancia dell’ambulatorio, muore dopo 13 giorni: la procura indaga

Un’infermiera sotto inchiesta per omicidio colposo: non avrebbe sorretto il paziente di 89 anni

Sembrava una caduta banale, o perlomeno, non in grado di procurare all’anziano quelle lesioni che poi si sarebbero, con l’avanzare del tempo, verificate mortali. Eppure, secondo la procura di Torino, che ha recentemente chiuso l’inchiesta per omicidio colposo, il decesso di Rosario Furci, anziano paziente dell’ospedale Mauriziano morto lo scorso 18 luglio, sarebbe stato determinato dalle conseguenze di una caduta avvenuta il 5 luglio scorso, in un ambulatorio di nefrologia.

L’anziano avrebbe compiuto 90 anni in questi giorni. Camminava male e non era in grado di essere autonomo. Durante quella visita, l’uomo sarebbe stato lasciato da solo mentre scendeva da una bilancia. Sarebbe caduto, rovinando a terra e fratturandosi il femore. Da quel momento, e a causa di quella caduta, le sue condizioni sarebbero drasticamente peggiorate, fino alla morte, insorta 13 giorni dopo. La sanitaria, difesa dall’avvocata Stefania Agagliate del foro di Torino, sarà convocata per l’interrogatorio nei prossimi giorni, di modo che possa chiarire la sua versione dei fatti. Il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo ha indagato l’infermiera di omicidio colposo, e di avere, in particolare, in qualità di sanitaria, «per negligenza, imprudenza, imperizia e violazione del protocollo aziendale per la prevenzione e gestione del rischio di caduta dei pazienti» omesso di «assistere, anche sorreggendolo, durante una visita», l’anziano paziente, che in quel momento stava compiendo un’azione che non sarebbe stato in grado di fare, ovvero scendere da una bilancia dell’ambulatorio per poi rivestirsi, dopo che la visita sarebbe terminata.

Le condizioni del paziente sarebbero state di «instabilità deambulatoria» al momento del suo accesso in nefrologia. L’uomo avrebbe avuto bisogno di essere sorvegliato a vista e sorretto in ogni operazione. La frattura del femore sinistro, causata dalla caduta a terra, avrebbe generato un calvario di problemi, perché sarebbero insorte, da allora, «ulteriori patologie ileo paralitico, focolaio bronco pneumonico con scompenso cardiaco ed evoluzione infausta», ovvero la morte, datata 18 luglio 2022. Si tratta, ovviamente, di un’inchiesta ancora aperta e l’indagata è innocente fino a prova contraria. L’interrogatorio a cui è chiamata è finalizzato proprio alla sua difesa. Recentemente, riguardo a un caso simile – la vittima era un anziano in carrozzina caduto in una casa di cura – è stato giudicato dalla Corte d’appello una «disgrazia, molto probabilmente non prevedibile né prevenibile».

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