sci rossignol
Cronaca
MORTE NEL GHIACCIO

STORIE E MISTERI. Sci costosi per esperti e un orologio Omega. Un giallo di 60 anni fa LE FOTO

Nel 2005 il ritrovamento del corpo sul ghiacciaio di Cime Bianche. Ma della vittima si sa poco o nulla

Le lancette sul quadrante dell’Omega segnano le 5 e 40, o forse le 17 e 40. Di quale giorno, di quale anno nessuno può stabilirlo. E’ l’ora della morte di un uomo, uno sciatore appassionato e benestante, certamente di buon livello tecnico, che è rimasto sepolto dai ghiacci per decenni e che ancora adesso resta un mistero, un autentico cold case, ghiacciato.

Come ne “I fiumi di porpora” di Grangé la verità è celata nel ghiaccio, nelle ere geologiche e nelle piogge di un passato arcaico, così la montagna rivela solo in parte i suoi misteri: anche quando restituisce ciò che ha inghiottito, ne tiene sempre per sé una parte.

Il corpo di questo sciatore è stato trovato nel 2005, sul ghiacciaio di Cime Bianche, in Valtournenche, a 3100 metri di altezza. Pochi resti, gli abiti laceri e l’attrezzatura consumata dal tempo e dal gelo. Indizi da cui partire per svelare il mistero, ma di fronte al quale si sono dovuti fermare anche gli esperti del gabinetto della Scientifica di Torino.

L’ispettore Valter Capusotto spiega che quell’uomo aveva circa trent’anni, era alto tra il metro e sessantacinque e il metro e settanta, miope soprattutto all’occhio destro, come dimostra la correzione delle lenti degli occhiali trovati.

In quell’epoca, sciare era avventura per appassionati benestanti e non c’erano certo i materiali tecnici di oggi. Per dire, gli abiti pesanti erano di lana e velluto. E sotto un maglione (che ad averne oggi uno così… altro che i pile tecnici) c’era una semplice camicia. Su quella lacera e verde militare dell’uomo del ghiacciaio c’era il monogramma “M.M.” elegantemente elaborato.

E la stoffa e la foggia rimandano a una camiceria francese, che però non esiste più da molto tempo. Era dunque francese quell’uomo? Tutto lo lascerebbe supporre, a cominciare proprio dall’orologio fermo da decenni: un Omega con numero seriale 11666171 che risulterebbe venduto l’8 febbraio 1950. La curiosità è che quel tipo di orologio era destinato alle colonie francesi come Tunisia, Algeria e Marocco. Un imprenditore delle colonie? Un funzionario diplomatico? Un ufficiale militare?

Francesi anche i suoi sci, marca Rossignol, modello Olimpique numero 7200-210, roba di altissimo livello a cavallo tra anni 40 e 50, con un attacco che si potrebbe definire già “moderno”. Cose che potevano permettersi in pochi. Così come gli scaproni d’alta gamma e i bastoncini, in metallo: nello stesso periodo la maggior parte era in bambù.

Materiale per chi poteva permettersi il meglio e voleva affrontare discese non facili (avete una vaga idea di cosa significasse scendere con gli sci in quella zona, in quell’epoca?). In una tasca sono state trovate delle monete, tra cui una da cinque lire coniata tra il 1946 e il 1950. E poi e un carnet da 60 corse per la funivia Breuil-Plan Maison. Dunque l’uomo del mistero prevedeva di usare molte volte l’impianto: viveva in zona? Soggiornava in un hotel-rifugio? Perché nessuno ha dato l’allarme quando non è rientrato, allora? Possibile che non avesse una famiglia?

Dal corpo è stato prelevato il Dna, per tentare di trovare una corrispondenza in qualche banca dati basandosi sul cromosoma Y, specifico del Dna di origine maschile, condiviso da tutti i membri maschili della famiglia dello stesso ramo paterno (nonno, padre, fratelli, cugini per parte di padre).

Ma al momento non è arrivata nessuna indicazione utile. Ecco perché, nei giorni scorsi, la polizia di Aosta ha deciso di diffondere le immagini degli sci, dell’orologio e degli altri pochi elementi, nella convinzione che qualcuno possa riconoscere quest’uomo del ghiacciaio. Morto forse dopo una caduta rovinosa, che l’ha lasciato impossibilitato a muoversi. Intrappolato per sempre nel ghiaccio.

Assieme ai molti segreti che certo porta con sé: era davvero solo un benestante appassionato di sci o celava qualcosa d’altro? Le Cime Bianche, intanto, continuano a fissare imperterrite la vallata, la nuova funivia e altri uomini con gli sci ai piedi. E serbano i loro segreti.

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