TORRE PELLICE

Sceglie i boschi della sua infanzia e si dà fuoco chiuso in macchina

Un 42enne di Nichelino gravissimo al Cto: una delusione d’amore dietro il gesto

Foto Depositphotos

L’ha soccorso una donna, che l’ha portato all’ospedale di Pinerolo, ma la sua vita è ancora in bilico dopo il gesto estremo che ha tentato lunedì sera, probabilmente per una delusione amorosa, in uno dei suoi luoghi cari dell’infanzia.

Un uomo di Nichelino, di 42 anni, si è recato in un prato di via Ferruccio Parri a Torre Pellice verso le 23, ha parcheggiato la sua Peugeot 206 e l’ha cosparsa di benzina per poi darle fuoco, perché voleva farla finita.

Una donna, una rumena di 43 anni, che abita nelle vicinanze, ha visto l’auto in fiamme e si è subito recata sul posto per capire cosa stesse succedendo. Ha visto l’uomo fuori dalla macchina con i vestiti che fumavano, ha chiamato il 112 per chiedere i soccorsi e ha caricato il 42enne sulla sua auto per portarlo d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale civile di Pinerolo. Viste le sue condizioni gravissime, i sanitari l’hanno subito trasportato al Cto di Torino, dove è stato ricoverato in prognosi riservata e in pericolo di vita. L’uomo infatti ha ustioni di secondo e terzo grado sul 45% del corpo, prevalentemente nella parte alta, ed è ancora intubato, in coma farmacologico, mentre lotta tra la vita e la morte.

Per domare le fiamme che hanno divorato la sua auto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Luserna e Torre Pellice. L’accaduto è ancora al vaglio dei carabinieri della stazione locale, ma l’ipotesi che si è fatta largo è che, dietro al tentativo di suicidio, ci sia una delusione d’amore e il luogo scelto per il gesto estremo non sia per nulla casuale. Il nichelinese, infatti, è originario di Torino e veniva in villeggiatura a Torre Pellice, quindi questa zona gli era cara e gli ricorda i momenti belli della sua infanzia. Questo tentativo di suicidio è il secondo episodio in pochi giorni nel Pinerolese: domenica era stato un migrante ivoriano, che soffriva di depressione, a cercare di impiccarsi al balcone della casa di Pomaretto dove era ospite, grazie alla Diaconia valdese; i carabinieri del nucleo Radiomobile di Pinerolo sono riusciti a salvarlo per poco, prima che la corda da arrampicata lo soffocasse mortalmente.

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