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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Scava la buca. Riempi la buca

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Test superato signor generale. Con il morale alto, il Piemonte ha risposto perfettamente alle richieste del commissario in mimetica alla campagna vaccinale, che voleva sottoporre la macchina organizzativa a quello che si definisce uno “stress test”, ossia arrivare al massimo della capacità operativa (peraltro dopo avere invece chiesto, solo la scorsa settimana, di rallentare per preservare le dosi). Ma questo traguardo di oltre 40mila dosi rischia di essere un caso isolato, perché se andassimo avanti a questi ritmi (oltre probabilmente a mandare in crisi i medici di famiglia e non solo loro) finiremmo le munizioni a disposizione nel giro di un paio di giorni. Ecco perché il Piemonte chiede altre dosi di vaccino, di quale marca non importa, purché si possa continuare a marciare spediti. Il vaccino comincia a formare la sua barriera per rallentare il virus, una difesa fondamentale proprio adesso che ci accingiamo a riaprire sempre di più, a tentare di far riprendere una parvenza di vita normale a un Paese stanco e sfibrato. Era giusto, determinante, che si dimostrasse di poter avanzare spediti, perché non troppo tempo fa era proprio alle Regioni che venivano imputate le mancanze più gravi, sia dal punto di vista organizzativo sia sanitario. Ora però, visto che le metafore si sprecano, non facciamo come un tempo sotto le armi, con il sergente che ordina di scavare una trincea, o una buca, e una volta completato il lavoro aggiunge «bene, riempitela» (all’epoca lo stress test forse si chiamava nonnismo). Ecco, la buca l’abbiamo scavata e possiamo anche riempirla domani, quando torneremo a ritmi più abituali: ma si faccia in modo che al più presto si possa tornare a scavare, con le pale e non a mani nude possibilmente.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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