ruspe
Cronaca
VIA CAPRERA

Scatta la rivolta contro la rsa: «Distrutto il polmone verde»

Residenti furiosi dopo il taglio degli alberi: «Hanno rovinato un parco»

Ai residenti di Santa Rita è venuto un colpo al cuore nel vedere le ruspe che abbattevano gli alberi del parco naturale. Ma c’è poco da fare, perché il maxi-terreno di via Caprera, un tempo di proprietà delle suore di Maria Consolatrice, è destinato ad ospitare una casa di riposo. E dunque addio agli alberi tanto cari a chi, per anni, ha frequentato quel polmone verde. Piante monumentali, platani e tigli, il cui previsto abbattimento aveva fatto infuriare il quartiere al punto che un anno fa era anche partita una raccolta firme.

Tuttavia, le suore avevano già venduto il terreno e adesso è prevista la nascita di una rsa da 200 posti più altri venti per i disabili in un apposito nucleo separato. «Uno scempio vedere quegli alberi tagliati», dice Grazia, residente di zona. La protesta corre anche sui social dove gli utenti di Santa Rita postano foto dell’abbattimento accompagnati da commenti d’indignazione. «Spero si rendano conto del male che stanno facendo», afferma Maria Domenica Rinella, che a suo tempo firmò la petizione contro l’arrivo della residenza per anziani e a favore di preservare il grande parco. Protesta dettata anche dal fatto che, nel raggio di poche centinaia di metri, sono già presenti due case di riposo, rispettivamente in via Gradisca e in via Ricaldone. «Il terreno è privato e non si può fare niente», dice Riccardo Prisco, consigliere alla Due e residente a Santa Rita. «Quando ho saputo dell’abbattimento – prosegue – ho chiesto al Comune se quegli alberi si potevano mantenere. Mi hanno risposto che non erano piante secolari». A quanto pare, però, alcune delle piante erano malate e quindi l’abbattimento si è reso necessario. Per non impattare troppo sull’ambiente, la facciata principale del nuovo edificio avrà del verde e ci sarà anche un cortile interno con gli alberi per gli ospiti. Nulla a che vedere, però, col grande parco che adesso non c’è più.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo