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Nello scontro era rimasta gravemente ferita anche una bimba

Scappa dopo l’incidente mortale. Condannato a 4 anni e sei mesi

I fatti risalgono alla notte dell’11 dicembre del 2011

Cinque anni fa aveva distrutto una famiglia di Borgofranco in un incidente stradale e ieri è stato condannato a quattro anni e sei mesi.

Dopo un lungo processo il giudice monocratico Marianna Tiseo del tribunale di Ivrea ha pronunciato la sentenza di condanna per Manuel Patti, 34 anni, panettiere residente a Benna in provincia di Biella, difeso dagli avvocati Gino Obert e Giorgio Oberto Tarena per i reati di omicidio colposo e omissione di soccorso (all’epoca non esisteva ancora il reato di omicidio stradale). Sono andate in prescrizione invece le accuse per i reati di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e in stato di ebbrezza.

I fatti risalgono alla notte dell’11 dicembre del 2011. È quasi mezzanotte quando Patti a bordo di una Bmw X6 percorre la statale 26 nel tratto che collega Montaldo Dora a Borgofranco d’Ivrea. Oltre a Patti ci sono altri giovani sull’auto, hanno bevuto e fatto festa. Patti preme sull’acceleratore, brucia anche un semaforo, e quando piomba addosso alla Fiat Panda con a bordo la famiglia Clerico neanche se ne accorge. Un urto devastante che spinge il piccolo veicolo giallo decine di metri fuoristrada. La famiglia Clerico stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa ad un concerto ad Ivrea. Secondo alcuni testimoni la Bmw si sarebbe fermata, alcuni dei ragazzi si sono avvicinati alla macchina distrutta e hanno soccorso gli occupanti, ma non Patti. L’imputato avrebbe proseguito poco dopo la sua corsa per poi scendere a piedi e vagare sotto shock. Un’ora dopo e a seicento metri di distanza dall’incidente è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri. Secondo i testimoni Oscar Clerico, il padre di 43 anni, sarebbe morto nelle immediatezze dello schianto. La figlia, Greta, quattro anni subì ferite così gravi che trascorse mesi all’ospedale, mentre l’unica a riportare minori lesioni fu la madre, Laura Beccio.

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