L’Asl di via Cavezzale
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VIA CAVEZZALE

Scale ripide e scivoli trappola: tutti i guai del poliambulatorio

La denuncia di Anglat Torino: «Troppi disservizi, si tutelino i disabili»

Salite e discese difficoltose, scivoli non idonei e scale ripide. Non ci sono solo le lunghe code a creare disagi all’Asl di via Cavezzale 6, perché ormai da anni gli utenti, specie i diversamente abili, si lamentano in primis delle barriere architettoniche. Il poliambulatorio di zona Vanchiglia è l’unica sede di Torino Nord per Protesica e Integrativa, ma ai cittadini non piace e non solo perché si trova in un quartiere dove la sosta è a pagamento.

«Lo stallo per i portatori di handicap all’ingresso – segnalano gli utenti disabili – confina con una balaustra che rende complicate salita e discesa. Non ci sono scivoli idonei né a raso, né all’ingresso dell’ambulatorio. E quest’ultimo presenta pure uno scalino di circa 25 centimetri privo di scivoli d’accesso». Ma questi sono solo alcuni dei tanti disservizi, perché poi abbiamo un’altra scala piuttosto ripida, l’apertura delle porte con maniglia anti-panico solo dall’interno e in un’altra scalinata un cordone che rende difficile l’accesso. E il montascale, che per fortuna esiste, può azionarlo solo il personale, ma prima bisogna suonare al citofono. Tutte lamentele raccolte di recente da Anglat Torino, associazione di categoria che da quarant’anni tutela i diritti dei disabili. «Abbiamo ricevuto 21 segnalazioni differenti solo negli ultimi mesi – precisa Marco Ranaldo, presidente di Anglat Torino – e ora chiederemo spiegazioni all’Asl e alla Regione Piemonte».

I problemi, a detta degli utenti, ci sarebbero anche presso lo sportello veloce, cioè quello per chi è in difficoltà, a cui verrebbero fatte accedere solo donne incinte e persone in sedia a rotelle non accompagnate. Insomma, non il massimo per un poliambulatorio che serve ben quattro circoscrizioni, cioè tutte quelle di Torino Nord, mentre a Sud i cittadini vanno in via Farinelli. «L’asl di via Cavezzale – conclude il presidente di Anglat – oltre ad essere una struttura obsoleta ha anche logiche inconsuete per il processamento delle pratiche di sportello. Disagi esistenti da tempo, da quando la Protesica si è trasferita dalla vecchia sede di via Montanaro».

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